Mandragora agli studenti: "Il sorriso dei miei genitori la soddisfazione più grande"

9 Maggio 2016

Il calciatore del Pescara neo acquisto della Juventus ospite del progetto "La Giovane Italia" all'Itis Volta, dove ha raccontato la sua vita e i suoi sogni agli studenti

PESCARA. Il calciatore del Pescara Rolando Mandragora si racconta agli studenti dell'Itis Volta insieme a Paolo Ghisoni, ideatore del progetto "La Giovane Italia", e del manager della NF Sport Mario Gesuè. A moderare il dibattito, in un'affollatissima aula magna, il giornalista di Sky Sport Daniele Barone. Rimasto infortunato nella partita contro la Virtus Entella, il centrocampista del Pescara fresco acquisto della Juventus ha parlato a 360 gradi della sua vita e dei suoi sogni agli studenti dell'istituto industriale.

Partito da Scampia, lo scugnizzo napoletano alla tenera età di 14 anni ha attraversato gran parte dello stivale per andare incontro all'appuntamento della vita. "Quando sono arrivato a Genova l'impatto non è stato dei più felici", racconta il calciatore del Pescara ai ragazzi dell'istituto Volta, nell'incontro organizzato all'interno del progetto La Giovane Italia. "Vivevo in un convitto piuttosto spartano, in cui avevo a disposizione solo una stanza e un letto. Non c'era nemmeno il bagno". Bisogna credergli: del resto in quanti sarebbero disposti ad abbandonare la famiglia, gli amici e il calore di una città che per quanto complicata possa essere rimane una tra le più belle al mondo? Pochi onestamente, pochissimi. Non lui: "Avevo fame e voglia di arrivare. Ho preso tante botte in faccia, ho visto i miei genitori fare tanti sacrifici per me è adesso eccoli qui, con il sorriso stampato sul volto. Vi assicuro che questa è la soddisfazione più grande". Si commuove Mandragora quando parla della sua famiglia, tanto che la pienissima aula magna capisce il momento e lascia partire un caloroso applauso per stemperare l'attimo di empasse. La pausa è breve, Rolando torna ben presto a parlare. Racconta dei provini andati male, del classico le faremo sapere che poi si traduce in no grazie. Roma, Palermo, Juventus e Genova l'avevano scartato: "Dicevano che ero troppo piccolo, fisicamente poco sviluppato e per questo non adatto al calcio dei grandi". Salvo poi tornare sui loro passi: "All'ennesimo tentativo finalmente il Genoa decise di darmi fiducia". Anche se i problemi non erano finiti: "Dopo aver superato la selezione sul campo venne fuori un altro imprevisto: non c'erano alloggi disponibili. Aspettai qualche tempo e per fortuna si liberó una stanza. La presi e non la lasciai più". Un bel messaggio il suo, specie se rivolto a ragazzi che oggi si preparano ad entrare in un mondo sempre meno disponibile è sempre più complicato. Crederci sempre, andare oltre le difficoltà, oltre i no, oltre i rifiuti. La determinazione forse è l'unica arma ancora efficace, e lui l'ha utilizzata per bene. Ecco perchè è arrivato alla Juventus, la squadra che l'ha comprato a gennaio e che raggiungerà a partire da luglio, nonostante l'infortunio rimediato qualche settimana fa a Chiavari che lo costringerà a vivere da spettatore il finale di stagione del Pescara. Ed è proprio da qui che partono le domande dei ragazzi presenti, alle quali Mandragora risponde con fare divertito. Senza troppi giri di parole, Luca prende il microfono e gli chiede se ci sarà nei play-off: "Purtroppo no, dovró stare fermo due mesi, ma saró il primo tifoso del Pescara, perchè tutto insieme vogliamo regalare un sogno a questa città". Quindi Alessandro gli domanda come sia arrivato sulle rive dell'Adriatico: "Ho seguito Marcello Donatelli - allenatore in seconda dei biancazzurri, ndc - con il quale avevo già lavorato a Genova. Lui mi ha fatto conoscere Oddo e oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta". A proposito di Genova, lui ha esordito in serie A proprio in un Genoa-Juventus. È stata questa l'emozione più grande per te, chiede Marco? "Assolutamente sì. Ricordo ancora la data: era il 29 ottobre del 2014, Gasperini mi disse che avrei giocato e mi sarei dovuto occupare della marcatura di Pogba. All'inizio ero spaventato, ma in campo le cose andarono bene, per me è per la squadra. Battemmo i campioni d'Italia per 1-0. Pensate che gioia".

Adriano De Stephanis

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