Manoppello, scoperta la miniera di bitume di Pignatara

MANOPPELLO. Si riteneva sepolta per sempre e invece è stata rinvenuta in località Pignatara, nel territorio di Manoppello, la cosiddetta Miniera di Pignatara. Il ritrovamento è avvenuto in un sito a...
MANOPPELLO. Si riteneva sepolta per sempre e invece è stata rinvenuta in località Pignatara, nel territorio di Manoppello, la cosiddetta Miniera di Pignatara. Il ritrovamento è avvenuto in un sito a vocazione mineraria millenaria da parte di tre speleologi teatini, Gabriele La Rovere, Errico Orsini e Marta Di Biase, con il supporto dell'alpinista Luisa Tricca, del Gruppo di ricerca di Archeologia Industriale della Majella, nel corso di una campagna di ricerca.
Si tratta di una piccola grotta naturale, sepolta da una frana, che è stata disostruita ed esplorata e ha rivelato al suo interno l'ingresso di un'antica miniera di bitume. Dopo un’attenta analisi è risultato chiaro che si trattava della Miniera di Pignatara che le memorie storiche del luogo davano per seppellita dallo scavo di una cava sovrastante. Il ritrovamento è confermato perché l'ipogeo, in pianta, si sovrappone perfettamente alla descrizione che ne fece la società mineraria tedesca Reh e C., che ne deteneva la coltivazione all'inizio del secolo scorso.
I tre speleologi, una volta compiute le rilevazioni e acquisita la documentazione fotografica, hanno provveduto a richiudere il passaggio, per ripristinare le condizioni di sicurezza. Il ritrovamento è frutto dello studio che questo Gruppo conduce da anni sugli aspetti naturalistici e antropici per la ricostruzione storica del vissuto umano della Majella. Nell’ambito di questa attività a primavera è stata localizzata a Roccamorice la Miniera di Santo Spirito di Ripa Rossa, di cui si erano perse le tracce, ed è stata scoperta La Grotta della Lupa, la più estesa della Majella. Nella stessa zona è stato rinvenuto il panetto di bitume romano di età imperiale ora conservato nel Museo La Civitella di Chieti.
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