Maratona di nuoto in piscina per aiutare Debora

SAN GIOVANNI TEATINO. Maratona di nuoto della solidarietà nella piscina comunale di Sambuceto per raccogliere fondi in favore di Debora Brandimarte, la donna di 39 anni di San Giovanni Teatino...
SAN GIOVANNI TEATINO. Maratona di nuoto della solidarietà nella piscina comunale di Sambuceto per raccogliere fondi in favore di Debora Brandimarte, la donna di 39 anni di San Giovanni Teatino costretta a letto da quattro anni per gravi problemi alla colonna vertebrale, con associato dolore neuropatico cronico. La manifestazione “12 ore per Debora”, una staffetta di nuoto, si svolgerà nella piscina della cittadella dello sport di via Ciafarda mercoledì 30 maggio, dalle 6 alle 18. I soldi della colletta servono per aiutare la giovane, che vive prigioniera nella sua casa per un dolore lancinante alla schiena che non le consente di camminare, a sostenere le spese dei farmaci da assumere e per potersi curarsi in un centro riabilitativo adatto. Riabilitazione in regime di ricovero che la Asl non autorizza a carico del sistema pubblico. Tant’è che la 39enne, riconosciuta invalida al 100% ma senza indennità di accompagnamento, pur essendo allettata, per spostarsi deve pagare a spese sue anche l’ambulanza. Per partecipare alla raccolta fondi nell’ambito dell’iniziativa “12 ore per Debora” non necessariamente si dovrà scendere in acqua. Nella piscina di Sambuceto è già stata predisposta un’apposita cassetta, dove chiunque vorrà, potrà recarsi e lasciare il proprio contributo. La scorsa estate per Debora si è mobilitata l’associazione Cuore Nazionale Abruzzo con un appello alla Regione e alla Asl per aiutare Debora, con una pedalata della solidarietà a Sambuceto e con l'apertura di un conto corrente nazionale. Prima che il dolore la bloccasse a letto, Debora era una ragazza in piena salute, che lavorava nel suo negozio di ottica. «Nel 2008-2009 ho cominciato ad avere i primi problemi di salute, che col tempo sono peggiorati e complicati notevolmente», spiega. «Dal 2015 sono carcerata in casa e costretta a letto. Mi alzo a fatica e comunque devo essere sostenuta, l’unico modo per uscire di casa è in barella. La mia vita e quella della mia famiglia è ormai un incubo. Chi più di tutti si prende cura di me è mia madre, tra l’altro affetta da sclerosi multipla. Col tempo si sono aggiunte complicanze, ho l’osteoporosi e le vertebre cervicali compromesse. Ma non mi arrendo. Il mio obiettivo è tornare a star bene. Voglio ringraziare per l’iniziativa la Sgt Sport e l'amministrazione comunale, in particolare il vice sindaco Di Clemente». Per le troppe spese da sostenere la famiglia Brandimarte sta per perdere anche la casa.

