Marcia della pace con i migranti In mille a Spoltore

30 Gennaio 2018

Il corteo è stato organizzato dall’arcidiocesi Pescara-Penne La giornata scandita da date e storie dei tanti naufragi

SPOLTORE. Più di mille persone hanno partecipato, sabato sera, alla marcia per la Pace organizzata a Spoltore dall’Arcidiocesi Pescara-Penne. Tra i tanti fedeli anche un gruppo di migranti, persone sfuggite alla fame o alla guerra che sono state accolte nel territorio della provincia.
Il cammino del corteo è stato scandito dalle date degli incidenti in mare, e dal numero di morti o dispersi negli ultimi mesi: dal 2013 circa 15mila persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. «Ma ci sono anche quelli che muoiono nel deserto», ricorda l’Imam della comunità islamica abruzzese Mustapha Batzami, «di cui non conosceremo mai le storie».
Nelle soste in largo San Giovanni, e al convento, i giovani Mohammed, Pierre e Sofia hanno raccontato come sono arrivati in Italia. «Siamo orgogliosi di aver accolto e ospitato nel migliore dei modi questa manifestazione sulla pace, un tema universale che ci coinvolge tutti», ha evidenziato il sindaco Luciano Di Lorito. «Ed è ancora più importante in questo momento storico nel quale ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte per evitare che la questione migranti diventi un problema. Noi stiamo attivando con il ministero percorsi guidati di accoglienza, per evitare la nascita, senza controllo, di strutture occupate da migranti dove a volte purtroppo si annida la speculazione. Vorremmo essere un modello positivo, da imitare, per gli altri Comuni».
«Mai come oggi», ha ammonito padre Giulio Albanese, giornalista e missionario, «viene chiesto a ciascuno di noi di non essere solo uno spettatore sul palcoscenico della vita». Albanese ha passato molto tempo in quelle che «in maniera molto pertinente Papa Francesco ha chiamato periferie del mondo». E ricordando la situazione di sfruttamento da parte di paesi «occidentali e non», tra i quali Cina e Brasile, ha usato parole forti contro chi vuole negare ai migranti la possibilità di raggiungere i nostri territori: «È un loro diritto, chi nega questa verità non può chiedere la comunione». L’arcivescovo Tommaso Valentinetti ha concluso ricordando un pensiero del Santo Padre: «Abbiamo bisogno di trovare una pace che non sia rassegnazione».
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