Marcia indietro su piazza Muzii FdI: deroghe per il piano eventi

15 Maggio 2024

Cremonese e Zamparelli chiedono un confronto in maggioranza. Ma i referenti dei locali sbottano: «Ci hanno massacrato per cinque anni con i divieti, le attività stanno morendo e il centro è sporco»

PESCARA. Marcia indietro sulle deroghe al piano di risanamento acustico per consentire di organizzare microeventi nel perimetro intorno a piazza Muzii «nel rispetto del diritto al riposo dei residenti». Ad annunciarlo, chiedendo alla sua stessa maggioranza di affrontare il problema della crisi delle attività in una delle aree nevralgiche della movida pescarese, è l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese insieme alla consigliera Zaira Zamparelli. Un’apertura nei confronti dei gestori dei locali che viene però accolta con scetticismo dagli stessi referenti della zona, che con Sara Di Blasio e Filippo De Bonis contestano ai due amministratori di Fratelli d’Italia di «intervenire solo per ragioni elettorali dopo averci chiuso le porte per cinque anni».
«La questione viene posta alla vigilia del voto, ritenendo che sia un tema centrale che dovrà necessariamente essere affrontato dalla maggioranza dopo le elezioni», fanno presente Cremonese e Zamparelli, ricordando che la questione è stata già affrontata in consiglio comunale con un emendamento al piano, proposto dalla consigliera FdI, che però non fu ammesso al voto. «Le deroghe», spiegano Cremonese e Zamparelli, «consentirebbero agli operatori di programmare dei microeventi, non impattanti dal punto di vista della vivibilità e senza un impatto acustico invasivo, entro determinati orari. Lo avevamo chiesto dopo aver portato avanti uno studio accurato sull'esistente, condotto sull'esperienza di altre città, e risultava la soluzione ottimale, perfettamente praticabile. Poteva e può ancora oggi rappresentare una soluzione che consente di contemperare le esigenze di tutti. La nostra posizione sul piano di risanamento acustico è sempre stata chiara e non è cambiata con il passare dei mesi, a tutela dell’attività delle imprese che va salvaguardata al massimo e non penalizzata. Riteniamo che si possa riaprire il confronto, dopo il voto, per fare in modo che le aree sottoposte “a tutela” possano continuare a ospitare eventi, senza ledere il diritto di alcuno ma, anzi, mantenendo viva una vocazione all'accoglienza in cui crediamo moltissimo». «Abbiamo chiesto a Fratelli d'Italia», concludono l’assessore e la consigliera, «che questa sia una priorità assoluta da inserire tra gli impegni dell'amministrazione e ci aspettiamo che ciò accada concretamente».
Di tutt’altro tenore la reazione dei titolari delle attività intorno a piazza Muzii. «Ci hanno massacrato con le ordinanze restrittive che hanno portato alla chiusura di tantissime aziende», incalza Sara Di Blasio, «io ho dovuto chiudere e poi, con forza e coraggio, ho reinvestito in questa stessa zona. Adesso attendo che ci siano i fatti e chiedo all’amministrazione la possibilità di sederci intorno a un tavolo per essere ascoltati: vorremmo organizzare eventi musicali, sfilate e mostre che portano turismo, concentrate nelle ore pomeridiane, e anche rivedere le limitazioni dei posti a sedere che ci impediscono di lavorare. Non vogliamo i rumori fino alle 3 del mattino, ma la possibilità di lavorare tranquilli fino all’1.30». Dello stesso avviso anche Filippo De Bonis, candidato alle amministrative con Carlo Costantini: «Un mese prima delle elezioni sono in tanti a chiedere un incontro, speriamo che si ricordino di questi buoni propositi anche a giugno. Negli ultimi 5 anni è mancato il dialogo con questa giunta e il risultato è sotto gli occhi di tutti: i locali sono passati da 6 a un solo dipendente. Il lunedì e il martedì qui è tutto spento perché non conviene a nessuno restare aperto, cosa che non accadeva fino a qualche anno fa. Lavoriamo solo nel weekend e se il tempo lo permette». Un altro problema riguarda la pulizia: «In piazza ci sono pezzi di manto stradale rattoppati alla peggio e immondizia non raccolta da giorni con odori nauseabondi del pesce marcio o dell’organico lasciato per tre giorni davanti ai cassonetti. Persino il lavaggio della strada si fa una sola volta a settimana per non dare fastidio ai residenti», conclude De Bonis.