Marco, gran lavoratore sempre con il sorriso

De Fabritiis, imprenditore di 58 anni di Montesilvano, lascia tre figlie Gestiva con i familiari l’internet point in via Roma e un bar in via Emilia
MONTESILVANO. Un’ora prima del tragico incidente stradale in via Vestina, costato la vita a Marco De Fabritiis, 59 anni da compiere a novembre, la vittima si era incontrata con un amico, Luca Pennese.
Intorno alle 20, i due avevano parlato di lavoro e progetti futuri: il sogno di una nuova attività da aprire a Montesilvano, un bar dotato di sala scommesse. Si erano salutati e dati appuntamento al giorno successivo per visionare i locali. Ma il cuore di Marco De Fabritiis intorno alle 21.15 di mercoledì sera ha smesso di battere.
L’impatto su quella strada maledetta, all’altezza del Bingo Orione, tra il suo scooterone Suzuki Burgman 400 e una Seat guidata da una giovane donna di 27 anni, è stato fatale. Secondo le prime ricostruzioni da parte degli agenti della polizia di Montesilvano, agli ordini del tenente Nicolino Casale, intervenuti sul posto subito dopo l’incidente per i rilievi e gli accertamenti di rito, entrambi i mezzi viaggiavano in direzione mare – monti quando l’auto ha girato a sinistra, nell’area del supermercato Conad, proprio mentre lo scooterone guidato da De Fabritiis si trovava in fase di sorpasso della Seat.
Non è chiaro se l’uomo, che in passato ha sofferto di problemi cardiaci, abbia avuto anche un malore oppure se lo scontro sia stato causato dalla scarsa illuminazione stradale o da una velocità elevata. Con tutta probabilità sarà disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Ieri, intanto, nell’obitorio dell’ospedale civile è stato effettuato il controllo esterno del cadavere in presenza delle sue tre figlie, avute dal primo matrimonio.
Marco De Fabritiis, 58 anni di Montesilvano, era un uomo molto conosciuto in città. Imprenditore infaticabile del settore delle macchine da gioco, gestiva assieme a un cugino un internet point in via Roma e il bar “Villa Canonico”, in via Emilia, assieme alla sorella.
Entrambe le due attività, ieri, sono state chiuse in segno di lutto. Ultimamente aveva concentrato i suoi investimenti nei distributori di palline con sorpresa per i bambini. Tant’è vero che, tra i messaggi di cordoglio apparsi ieri sul suo profilo Facebook, c’è chi ricorda il regalo di tre palline trasparenti fatto ai figli: «Caro Marco ho avuto l’onore di ricevere tre palline da te per i miei figli, conserverò i gusci o i giochi in ricordo», scrive Genni Cusopoli, «abbiamo parlato di questo lavoro asfissiante confrontandoci, quei minuti sono ed erano un ultimo saluto. Non ho parole amico mio, spero che stai facendo ancora il giro dei clienti perché non smetteresti mai di lavorare neanche dopo la morte».
«Era una persona cordiale, sempre disponibile e con il sorriso sulle labbra. Possono sembrare frasi fatte, ma Marco era davvero così», racconta l’amico Luca Pennese, titolare di Eurober in via Emilia, «è stata una tragedia inaspettata. Ci siamo visti un’ora prima dell’incidente. Stavamo pensando di aprire un’attività insieme a un altro socio, pensavamo a un bar con una sala scommesse. Proprio oggi avremmo dovuto visionare un locale».
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