Marconi a caccia di sede La Giardini ancora ospite

La preside dell’istituto tecnico danneggiato dal sisma: mai più doppi turni Nell’incertezza dei lavori per il nuovo edificio, il Comprensivo torna alla Paratore
PENNE. A meno di un mese dalla ripresa dell’anno scolastico la situazione degli istituti di Penne non è delle più rosee. Anzi.
L’istituto tecnico commerciali Marconi, la cui sede centrale è chiusa dalla scorso 18 gennaio, quando con il terremoto ci fu il crollo parziale del tetto dell’edificio, non ha al momento a disposizione una struttura capace di ospitare i suoi 450 studenti.
La piccola succursale di San Giovanni non può ospitarne più di 150 e la preside dell’Istituto, Angela Pizzi, non può permettersi, come accaduto negli ultimi sei mesi dello scorso anno, di organizzare ancora doppi turni per alunni e insegnanti. I moduli scolastici provvisori, finanziati dalla Regione Abruzzo con un milione e 200 mila euro, non saranno pronti per settembre e, dunque, urge una soluzione temporanea. «Di certo non faremo più i doppi turni», assicura la dirigente scolastica Pizzi.
Per ristrutturare la sede centrale, sempre dalla Regione arriveranno 2 milioni e 100 mila euro, ma ora tocca trovare una strada last minute per consentire agli studenti del Marconi di frequentare la propria scuola al mattino, così come avviene normalmente. «Stiamo valutando ogni possibilità per scongiurare i doppi turni per l'istituto tecnico Guglielmo Marconi. Tra le possibilità che stiamo valutando ci sono l’ex sede del giudice di pace e i locali comunali sotto i portici. Domani mattina dovremmo arrivare a una decisione», sottolinea l’assessore alle Politiche scolastiche Nunzio Campitelli.
Se la situazione del Marconi è ancora in bilico, ma con un’ipotesi di soluzione provvisoria, va peggio per l’Istituto comprensivo Mario Giardini. Anche per il prossimo anno, infatti, gli alunni dell’istituto comprensivo saranno ospiti del Paratore. Per la Giardini, dunque, anche l’anno scolastico 2017-2018 ripartirà con la condivisione forzata avviata nel 2016.
Nel settembre scorso, infatti, la storica sede di via Caselli venne chiusa per gli effetti di un’ordinanza di sgombero decisa dal sindaco Semproni in via precauzionale dopo gli eventi sismici che il 24 agosto scorso colpirono il centro Italia. Dopo un anno da coinquilini alla Paratore, i ragazzi della Giardini e le loro famiglie si attendevano qualche passo avanti, ma la situazione è tutt’altro che chiara. La costruzione della nuova scuola, in via dei Lanaioli, per la quale il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Piero Antonacci, nemmeno un anno fa diede il permesso a costruire, è al momento un’ipotesi che l’amministrazione Semproni non vuole percorrere, tanto da tentare tutte le strade possibili per fare retromarcia. La giunta ha anche chiesto all’ingegner Antonacci di annullare il bando assegnato da tempo alla Corbo Group di Sessa Aurunca. Nel frattempo, a pagare gli effetti di questa incertezza sono gli alunni, le famiglie, i professori e la dirigente della Giardini. In compenso, però, potranno invece tornare a utilizzare la palestra di via Caselli, a pochi metri dal loro vecchio edificio scolastico, chiuso ormai da un anno e senza alcun progetto di rilancio.
Nell’ultimo anno, proprio a causa della mancanza di una propria sede, la scuola Giardini ha perso anche alcuni alunni, che hanno preferito spostarsi nelle scuole medie ed elementari dei paesi limitrofi.
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