Marconi, in piazza prof e studenti contro la scuola spezzatino

24 Agosto 2021

Docenti e famiglie: un unico edificio per i 1500 ragazzi Zaffiri: abbiamo provato col Palafiere, costi improponibili

PESCARA. Marconi: protesta in piazza contro la «scuola spezzatino». Una cinquantina, tra docenti, studenti e genitori, hanno manifestato ieri pomeriggio in piazza Italia, davanti alla Provincia per chiedere al presidente Antonio Zaffiri, che al Centro, in serata, ha risposto punto alle obiezioni dei manifestanti, di ripensare l’abbattimento dell’istituto di via Marino da Caramanico, ritenuto un «atto illegittimo» secondo il professor Giuseppe Di Giampietro che ha presentato esposti in Procura.
Alla protesta, organizzata dal comitato Marconi Quo Vadis, c’erano insegnanti e famiglie che hanno contestato la divisione del Marconi in 5 sedi, Di Marzio-Michetti, De Cecco, Aterno-Manthoné, ex Fater e Accademia musicale pescarese, più gli uffici in via Avezzano, ed espresso dubbi sulla riapertura il 13 settembre: «I nuovi locali in allestimento, tra verniciature e spostamenti di mobili, non saranno pronti per quella data» che segna il ritorno in classe anche per i 1500 studenti del Marconi, 130 docenti e 30 Ata. Barbara Giammarrusto, mamma di una studentessa al secondo anno di Scienze Umane, è preoccupata: «Mia figlia andrà all’ex Fater dove le finestre ci risultano sigillate. E noi genitori costretti a spostarci da un capo all’altro della città per portare a scuola i figli. Era meglio un prefabbricato per ospitare tutta la comunità scolastica». Timori condivisi anche da un’altra mamma, Roberta Milazzo, con un figlio al primo anno che andrà in via Volta. Leila Kechoud, prof al Marconi, è sicura: «Le sedi non saranno pronte per settembre, ci sono troppi lavori di adeguamento da finire. E noi docenti gireremo come trottole da una sede all’altra per fare lezione». A tutti risponde Zaffiri: «Ero pronto a ricevere la delegazione», ieri, «ma nessuno è salito da me». Detto ciò: «Nell’ex Fater, ex mensa al piano terra dove i ragazzi andranno, c’è un’impiantistica di ventilazione all’avanguardia e le finestre si possono aprire. Le sedi saranno pronte nei tempi se smetterà l’ostruzionismo, da parte di chi è negli uffici, contro gli operai che non possono entrare nel Marconi a prelevare plafoniere e mobili. I nuovi locali sono stati scelti anche in base alla vicinanza con palestre e spazi all’aperto. Quanto alla sede unica, abbiamo sondato anche questa soluzione e chiesto lumi sul Palafiere, ma 960mila euro di affitto annuali sono improponibili». Intanto domani alle 17.30 incontro in prefettura con i presidi per discutere di trasporti e ingressi.