Marconi, trasloco rinviato Gli esami di Stato a scuola

La chiusura del liceo è stata rinviata al mese di luglio in vista dell’abbattimento Zaffiri: da settembre lezioni in tre sedi. E va avanti la protesta: sabato in piazza
PESCARA. Gli esami di maturità degli studenti del liceo Marconi si svolgeranno negli spazi della scuola, in via Marino da Caramanico, mentre per il prossimo anno scolastico ci sono già due sedi disponibili, cioè il Di Marzio e il Major, e si sta lavorando per una terza. Dunque, per la prova di maturità non ci sarà alcuno spostamento in altra sede, come si era ipotizzato nelle scorse settimane in vista dei lavori di abbattimento del liceo, per poi provvedere alla sua ricostruzione.
L’annuncio è arrivato ieri nel corso di un incontro tra il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, il preside Florideo Matricciano, lo staff di presidenza del liceo e i componenti del consiglio di istituto, compresi genitori e studenti, con il personale amministrativo. Un incontro che doveva servire non solo a fare il punto della situazione, in vista degli esami, ma anche a smorzare le polemiche nei confronti della Provincia sulla gestione di questo progetto. Le ha sollevate nei giorni scorsi il comitato “Marconi Quo vadis?”, composto da rappresentanti di insegnanti, personale Ata, studenti e genitori, che chiede di ottenere delle risposte dettagliate sul futuro imminente della scuola, partendo da «un cronoprogramma che contempli in modo chiaro tempi dei lavori e modalità di trasferimento», oltre a sperare che il numero dele sedi per il prossimo anno scolastico sia «limitato», assicurando «i requisiti di sicurezza e vivibilità». La speranza del comitato era quella di ricevere informazioni precise, durante l’incontro di ieri, e invece sono arrivate «risposte evanescenti, imbarazzanti», sul trasloco, e oltre al dato sugli esami e sulle sedi su cui si sta lavorando, «c’è sordità sugli altri temi da noi posti, ad esempio su tempi, destinazione, prospettive di restituzione dei primi lotti». Ecco perché si è deciso di tenere il presidio già annunciato per sabato, dalle 15.30, in piazza Italia, sotto al palazzo della Provincia. «Le nostre ragioni sono ancora del tutto valide ed attuali», dice dal comitato Giovanni Dursi, che all’interno del costituendo comitato rappresenta, con altri, la componente degli insegnanti.
Zaffiri cerca di smussare le polemiche. «Per il prossimo anno scolastico, avremo a disposizione tre strutture, tutte a Pescara e tutte facilmente raggiungibili, in sostituzione della attuale sede del liceo» e due di queste sono il Di Marzio e il Major. «Ma ci sono dei passaggi formali che vanno fatti, conclusi, prima di essere ufficializzati. Fino ad oggi abbiamo condiviso tutto con la scuola, sin dalla fase di progettazione, e con l’ufficio scolastico provinciale e sono stati coinvolti anche la Regione e l’ufficio scolastico regionale. Non ci sono incertezze, per il futuro, e stiamo lavorando ininterrottamente da tre mesi per trovare la soluzione migliore in modo da non spacchettare il liceo e ridurre i disagi». Per gli esami di Stato «abbiamo ritenuto fondamentale consentire lo svolgimento al liceo Marconi perché si tratta del momento finale di un percorso di studio, e quindi è giusto che sia così. Abbiamo voluto evitare problemi ai ragazzi, garantire loro continuità e serenità anche se sarebbero state disponibili altre sedi». Alla fine gli esami, a luglio, la scuola sarà chiusa definitivamente per consentire i lavori di abbattimento e, poi, di realizzazione del nuovo liceo.

