Mariani: potrò rimettere a posto scuola e municipio

CASTELLAFIUME. Millecento abitanti, il reddito pro capite più basso tra i comuni abruzzesi per la crisi dell’artigianato del legno e dell’industria boschiva, Castellafiume è fuori dal cratere sismico,...
CASTELLAFIUME. Millecento abitanti, il reddito pro capite più bassotra i comuni abruzzesi per la crisi dell’artigianato del legno e dell’industria boschiva, Castellafiume è fuori dal cratere sismico, ma ha lo stesso bisogno di interventi, che ora il decreto del commissario garantisce.
Sindaco Domenico Mariani, come giudica il decreto che allarga a tutti i Comuni della regione la possibilità di avere il risarcimento dei danni provocati dall’ultimo terremoto?
«Per noi sarà utile, perché abbiamo già una situazione compromessa. Dal terremoto del 2009 siamo fuori della sede del Comune, perché il vecchio edificio ha subito dei danni e non abbiamo ricevuto i fondi per i lavori di adeguamento».
Ma siete fuori dal cratere del 2009.
«Sì siamo fuori. Con le recenti scosse la situazione si è aggravata, le crepe preesistenti si sono allargate a vista d’occhio. Abbiamo segnalato tutto alla Regione e se arriva l’inagibilità non sappiamo dove andare».
I cittadini hanno segnalato danni?
«Danni lievi sono stati segnalati presso gli alloggi popolari dell’Ater. Stiamo verificando se c’è il nesso causa-effetto, perché alcune crepe erano preesistenti. Di conseguenza per noi questo decreto va bene, perché eravamo davvero in una fase di stallo. Speriamo che serva, oltre che a ricostruire il danneggiato, anche a dare maggiore attenzione alle nostre scuole».
In qual situazione sono le scuole a Castellafiume?
«La nostra scuola primaria è chiusa dal 2014 e gli alunni, un a quarantina, sono stati trasferiti nella materna. Abbiamo due progetti cantierabili ma non riusciamo o ottenere i fondi».
Quanto vi occorre?
«Per avere un indice di sicurezza pari all’unità ci servono 350mila euro, ma in base al numero degli alunni alla nostra scuola spetterebbero solo 215mila euro».
E come farete?
«Dovremo adeguare il progetto, ma alla fine l’indice di sicurezza risulterà più basso di quanto avevamo previsto».
Non avete disponibilità di bilancio per raggiungere quella somma?
«La situazione è difficile: l’ente non riesce a sostituirsi dal punto di vista economico ai mancati finanziamenti. Ci sembra di lottare contro i mulini a vento. Per garantire i servizi essenziali è una battaglia continua ».
Avete personale sufficiente in Comune?
«Tre full time e due part time. Li abbiamo quasi tutti per due giorni alla settimana. Abbiamo un solo vigile, ma ora è in malattia». (a.d.f.)
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