Marinucci al M5s: sacrosanto multare chi passa col rosso

14 Ottobre 2016

SAN GIOVANNI TEATINO. «Il M5s sbaglia la domanda: non bisogna chiedersi quanti soldi guadagna il Comune con le multe, ma perché un Comune continua a dover fare multe. La sicurezza non è un bancomat,...

SAN GIOVANNI TEATINO. «Il M5s sbaglia la domanda: non bisogna chiedersi quanti soldi guadagna il Comune con le multe, ma perché un Comune continua a dover fare multe. La sicurezza non è un bancomat, è un dovere!». Il sindaco Luciano Marinucci replica così al consigliere pentastellato Mario Cutrupi, che nei giorni scorsi aveva accusato l'amministrazione di voler fare cassa con le foto trappole ai semafori di via Po, zona Metro, e sulla Tiburtina, tra l'aeroporto e l'Auchan. Impianti che sanzionano gli automobilisti che passano con il rosso.

Di multe con le telecamere, entrate in funzione l'8 agosto, ne sono state fatte finora più di mille. Nel mirino dei 5 Stelle era finita la durata del giallo: sarebbero troppi 3 secondi per sgomberare l'incrocio e non rischiare di ritrovarsi a passare col rosso. I sistemi di rilevazione elettronica delle infrazioni sono attivi 24 ore su 24 ai due semafori e sono preceduti da cartelli di segnalazione. Le multe vanno da 163 euro con decurtazione di 6 punti sulla patente alla sospensione del titolo di guida da uno a tre mesi in caso di seconda infrazione a meno di due anni dalla prima.

«Con sgomento leggo quanto affermato dal M5s» dice Marinucci, «tralasciando che San Giovanni Teatino è stata spesso teatro di incidenti mortali e che, ricordo, se qualcuno lo avesse dimenticato, che è vietato passare col rosso al semaforo. Mi chiedo come mai norme elementari di civiltà dettate dalla sicurezza vangano strumentalizzate». Se non bastasse, il sindaco cita un pronunciamento della Cassazione: «In base a uno studio del Cnr, a 50 km/h, la durata prevista del giallo è di 3 secondi. Discorsi che demonizzano misure per la sicurezza devono essere stigmatizzati. Per quanto mi rigurada la questione sicurezza non è trattabile». (g.d.l.)

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