Marinucci sindaco povero stipendio ridotto a 490 euro
San Giovanni Teatino, tagli sui conti del Comune per rispettare il patto di stabilità Giunta e primo cittadino si sono decurtati l’indennità del 30 per cento
SAN GIOVANNI TEATINO. Cala la scure dei tagli sui conti del Comune di San Giovanni Teatino. Tra le prime voci di bilancio a farne le spese è stato lo stipendio del sindaco Luciano Marinucci, che d’ora in poi avrà una busta paga con retribuzione netta di 490 euro. Nella corsa contro il tempo per recuperare entro dicembre il deficit di cassa, sui 300mila, per non violare il patto di stabilità, il primo cittadino e la giunta si sono decurtati l’indennità del 30%. La riduzione degli stipendi si aggiunge ad altre misure adottate, entrate in vigore due giorni fa, per evitare il dissesto dell’ente. Busta paga più leggera anche per i responsabili dei settori con diminuzione del 30% delle indennità di risultato; ridotto l’ufficio staff, con addetto stampa messo a 20 ore settimanali, segretaria a 10 ore; tolti capo di gabinetto e collaboratore di segreteria; bloccate le assunzioni programmate; diminuite le spese in diversi settori, dalla manutenzione alle manifestazioni estive, dai cimiteri ai campi sportivi. Per tanti, troppi anni, il Comune per mantenere inalterati l’organizzazione della macchina amministrativa, servizi pubblici e tariffe ha continuato a spendere più di quanto incassasse, mentre da Roma sono arrivati sempre meno soldi. Per alcuni esercizi finanziari i disavanzi sono stati colmati con entrate straordinarie, come la vendita dell’ex stadio (poi ricomprato dal Comune), l’incasso milionario ottenuto con l’accordo di programma per l’ampliamento dell’Ipercoop, e l’anno scorso la cessione ai privati della farmacia comunale. Un’entrata straordinaria c’è stata anche quest’anno, 370mila euro incassati dall’assicurazione per i danni riportati dalla piscina durante l’alluvione, ma l’importo è bastato solo a ridurre il gap che nei mesi scorsi ammontava a quasi 700mila euro. Inoltre, il Comune non può più nemmeno ricorrere al prelievo fiscale, in quanto a eccezione della neonata Tasi le aliquote di tutti gli altri balzelli sono già al massimo.
«La situazione economica è difficile perché da anni il Comune offre servizi al di sopra delle sue possibilità, determinando una spesa corrente difficilmente sostenibile. In passato, San Giovanni Teatino sfruttava molto tasse pagate dai centri commerciali che oggi invece sono in parte dirottate verso lo Stato centrale, che riduce giorno dopo giorno i trasferimenti», afferma il sindaco, «Per il 2013, il fondo di solidarietà comunale era di 1.054.827 euro; per il 2014, è di 601.915 euro. Nel frattempo, le famiglie in difficoltà da aiutare sono sempre di più e i costi dei servizi aumentano. Nonostante i tagli dello Stato, i servizi a domanda sono coperti dai contributi delle famiglie per percentuali sempre inferiori al 50%. Il resto viene trovato nella contabilità generale, finanziata dalle entrate tributarie. Ci sono due strade: la prima è alzare le tasse, ma è inutile se la cittadinanza ha difficoltà già con il livello previsto ora. L’altra è razionalizzare le spese, cercando di offrire gli stessi servizi con costi minori, eliminando sprechi e inefficienze».
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