Mario: ce la possiamo fare, io qui sono rinato dopo 14 anni di carcere

10 Marzo 2019

Quella di Mario , «Mario e basta» come dice lui, è una storia di speranza, di rinascita, di riscossa, per chi ha sempre vissuto in un quartiere difficile. La sua vita tormentata, ma soprattutto il...

Quella di Mario , «Mario e basta» come dice lui, è una storia di speranza, di rinascita, di riscossa, per chi ha sempre vissuto in un quartiere difficile. La sua vita tormentata, ma soprattutto il suo lieto fine, irrompe nello scenario di buoni propositi messi nero su bianco, ieri, alla ludoteca Dezi e diventa metafora delle potenzia- lità di un intero quartiere. Alla platea (nella foto) Mario racconta di essere «nato nel quartiere» e di aver «trascorso 14 anni in carcere che mi hanno rovinato la vita». Vita passata in compagnia di «cinque vizi di cui mi sono liberato: eroina, cocaina, hashish, sigarette e alcool. Mia madre mi dice sempre fatt’ li fatt’ a tu», fatti gli affari tuoi, per evitare che «mi metta nei guai, ma mi ci sono sempre messo». Fino all’incontro, in carcere, «con i Testimoni di Geova che mi hanno cambiato la vita». Oggi per vivere Mario fa il fale gname e il muratore ed è padre di un figlio di un anno e mezzo, con un altro in arrivo: «Per 30 anni sono stato nemico dei carabinieri oggi li saluto e alle associazioni dico grazie di esistere, ce la possiamo fare». All’incontro c’erano anche Corrado De Dominicis, vice direttore Caritas; Annalisa Gentile, volontaria Save The Children; Cam Lecce e Jorg Grunert ( Deposito dei Segni); Ida Marino (Il Germoglio). (c.co.)