Marsilio chiede al Governo la zona gialla entro Natale

14 Dicembre 2020

Per il presidente della Regione non occorre aspettare 14 o 21 giorni per uscire dall’arancione Riparte il braccio di ferro con il ministro Speranza. L’obiettivo è allentare i divieti per le feste

È la nuova partita che il presidente Marco Marsilio e l’Abruzzo si giocano in questi giorni con il governo: lo scatto dell’Abruzzo in zona gialla prima di Natale. Un cambio di colore che sarebbe fondamentale e che è stato chiesto a gran voce anche dalle imprese per ridare ossigeno a quelle attività che continuano a rimanere chiusi a causa delle attuali disposizioni.
Marsilio ci spera e si toglie anche qualche sassolino: «Se oggi è possibile parlare di zona gialla prima di Natale», dice infatti il governatore, «è grazie alla mia decisione di anticipare la zona rossa al 18 novembre».
LA SITUAZIONE AD OGGI. Archiviata la vertenza sul passaggio in zona arancione, il dibattito ora si concentra sui tempi di ritorno in fascia gialla. Rispettando i tempi burocratici imposti dal ministero, nella migliore delle ipotesi l’Abruzzo entrerebbe nella zona gialla domenica 27 dicembre, considerando il via dei quattordici giorni dall’ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza ed entrata in vigore da ieri. Marsilio, però, non sembra tenere conto del fatto che in realtà di giornate ne servano ventuno. Spieghiamo meglio: le due settimane di osservazione scatteranno quando la Cabina di regia si riunirà per valutare ed eventualmente certificare un miglioramento della situazione generale. Un appuntamento fissato per venerdì che farebbero slittare al 2 gennaio 2021 il cambio di colore.
Ma rimaniamo a quanto dichiarato da Marsilio. Indicando nel 27 dicembre la data in cui la regione diventerebbe gialla, parla di «tempi scanditi dalla rigida e letterale applicazione delle regole, senza le deroghe e la flessibilità dettata dall’aderenza ai dati reali».
I TEMPI. Il governatore si sofferma sulle tempistiche, determinanti per le decisioni relative al prossimo scenario.
«È bene far notare», dice Marsilio, «che le ordinanze adottate dal ministro Speranza portano la decorrenza a partire dalla giornata di domenica, la prima il 22 novembre, invece che dal lunedì, perché l’Abruzzo si trovava già in regime di restrizioni da zona rossa per autonoma decisione della Regione. Altrimenti, la prima ordinanza avrebbe avuto decorrenza da lunedì 23 novembre, trascinando l’attuale ultima decorrenza a lunedì 28 dicembre invece che domenica 27».
LA PRESA DI POSIZIONE. Ma per il presidente Marsilio le decisioni non possono essere prese solo in base a rigidi schemi e procedure. E così indica la strada: «La posizione dell’Abruzzo è che nell’attribuire la fascia di appartenenza si debba prioritariamente tenere conto dei dati epidemiologici reali», sostiene. «Con questo spirito decidemmo di anticipare la zona rossa con decorrenza mercoledì 18 novembre senza attendere il successivo report della Cabina di regia», ricorda il governatore. «Leggendo i dati che collocano l’Abruzzo perfettamente in linea con la media nazionale su tutti i principali indicatori», continua, «abbiamo chiesto di anticipare il ritorno in arancione dallo scorso 7 dicembre. E l’Abruzzo ci è rimasto tutta la settimana tranne sabato, per l’evidente impuntatura del governo a voler stabilire una questione di principio prescindendo dal merito».
L’IPOTESI. Accettando questa versione, secondo la Regione l’Abruzzo potrebbe tornare in zona gialla al più tardi lunedì 21 dicembre, facendo leva sul dibattito relativo alle conseguenze del blocco degli spostamenti interregionali anche nelle zone gialle a partire proprio da quella data.
«Se dovesse permanere tale blocco, avremmo un buon argomento per presentare al governo una richiesta di decretare la zona gialla domenica 20, al fine di consentire una minima finestra di spostamenti per una regione altrimenti chiusa da metà novembre a gennaio, riallineando l’Abruzzo al resto d’Italia di cui condivide la medesima condizione epidemiologica», sostiene Marsilio.
COSA CAMBIA. Con l’Abruzzo in zona gialla potrebbero riaprire ad esempio bar e ristoranti, con possibilità di consumo all’interno fino alle ore 18. Tra le varie regole anche la possibilità di spostarsi tra regioni, purché della stessa fascia.
Attenzione, però, perché dal 21 dicembre e fino al 6 gennaio anche per queste aree sarà in vigore il decreto Natale con il divieto di spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome. Inoltre a Natale, Santo Stefano e Capodanno, salvo modifiche delle disposizioni, sarà vietato ogni spostamento tra Comuni, eccezion fatta per quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
IL DIALOGO CON IL MINISTRO. Tornando a quanto affermato da Marsilio, lo stesso ha fatto sapere come il ministro Speranza abbia dato la disponibilità a considerare come termine di decorrenza quello di mercoledì 23 dicembre, riconoscendo gli effetti dell’anticipazione autonoma della zona rossa ma senza derogare dalla durata dei periodi di permanenza.
L’interlocuzione, quindi, «ci permette di assicurare che la prospettiva di entrare in zona gialla prima di Natale, al più tardi il 23 se non qualche giorno prima, è una prospettiva molto concreta, che dipenderà dalla volontà del ministero di riconoscere all’Abruzzo i buoni risultati e la buona pratica di anticipare la zona rossa», conclude Marsilio. Nella Cabina di regia di venerdì «presenteremo una dettagliata relazione per sostenere le nostre tesi e ragioni, e alla luce del report settimanale sottoporrò subito dopo al ministro una motivata bozza di ordinanza sulla quale acquisire la sua intesa».