Marsilio, il presidente filosofo che ama la Juve la maratona e l’Abruzzo

Appassionato di Tolkien, si emoziona ascoltando Renato Zero e i Pink Floyd: «Faccio politica dal liceo e mi piace fare le zingarate con gli amici del cuore»
L’AQUILA. Sognava di fare l’astronauta, è atterrato in Abruzzo. Vincente come la Juve, è pronto a correre da buon maratoneta. Con i tre amici del cuore si dà ogni tanto alle zingarate. Pillole di Marco Marsilio, 51 anni oggi, con una famiglia originaria di Tocco da Casauria, scelto dagli abruzzesi per guidare la Regione.
È il suo compleanno. Che cosa si regalerebbe?
«Riposo e serenità, dopo una fase intensa di campagna elettorale. Sento il peso della fatica e della responsabilità».
Ha degli hobby?
«Correre, le moto e leggere. Ho partecipato tre volte alla maratona di New York e ho fatto tutte le principali classiche, a Roma, Firenze, Venezia. Sono iscritto alla Tocco Runners e qui in Abruzzo ho corso molte delle manifestazioni podistiche più importanti, a Fossacesia, Pescara, sono stato al Miglianico Tour e alla Scarpinata farese».
Il suo record?
«Tre ore e 39 minuti, a New York city».
L’ultimo libro letto?
«Verità e metodo del filosofo Gadamer».
La canzone o il gruppo musicale che la emoziona?
«Il cielo di Renato Zero e i Pink Floyd».
E il film del cuore?
«Il Signore degli anelli, adoro anche il libro».
Tifoso?
«Certo, della Juve. Colpa della buonanima di mia sorella più grande di me che era innamorata di Tardelli, Zoff, Cabrini. Io e mio fratello l’abbiamo seguita, nonostante lei, per dispetto, abbia tentato di farci sostenere altre squadre. Si sa che tutto si può cambiare tranne la squadra del cuore».
E il piatto preferito qual è?
«Non ho preferenze particolari, mia moglie Stefania è una buona cuoca, mi fa variare spesso e apprezzo».
Da quando è sposato?
«Tre anni, con Stefania, ma ho un precedente matrimonio, sono recidivo».
Ha un amico del cuore?
«Ho tre amici dai tempi del Liceo, anzi uno addirittura dai tempi dell’asilo, con i quali ci definiamo fratelli di sangue per quanto siamo amici affezionati. Ogni tanto mi diverto a fare delle zingarate con loro».
Il suo sogno da bambino?
«Fare l’astronauta, appartengo alla generazione che andò sulla Luna. Anche se in verità, essendo portato per numeri e matematica pensavo di fare l’ingegnere e scelsi il Liceo scientifico, spinto anche da mio padre geometra. Ma durante il liceo è scoppiato l’amore per la filosofia e la storia. E per la politica. Così ho rinunciato a fare l’ingegnere. Sono laureato in filosofia».
Nasce tra i banchi il suo percorso politico?
«Direi proprio di sì, coi movimenti e il sindacalismo studentesco. Sono stato tra i leader del sindacalismo di destra tra il 1985 e il 1990. Ero missino, stavo nel Fronte della gioventù, il resto della mia storia politica è noto».
La famiglia. La trasferirà da Roma in Abruzzo?
«Datemi il tempo di prendere le misure su una sistemazione logistica prevalente, vedremo».
In tanti, vista la distanza con Roma, sostengono che la Regione diventerà aquilanocentrica a discapito di Pescara. Sarà così?
«La Regione sarà abruzzese, basta con questa storia. Sull’eventuale presenza all’Aquila deciderà mia moglie».
Berlusconi disse che avrebbe comprato casa all’Aquila, se la sente d’imitarlo?
«Non ho le risorse economiche di Berlusconi, magari l’affitto. Sto già pagando un mutuo per una casa e non mi posso permettere troppo».
Che cosa le piace di meno degli abruzzesi?
«Questa continua guerra intestina, un campanilismo troppo piccolo: non è nemmeno montagna contro mare, perché quando si sta al mare è Vasto contro San Salvo. Per carità, esiste in tutto il mondo la rivalità tra vicini, ma qui assume caratteristiche autodistruttive».
E che cosa apprezza di più degli abruzzesi?
«La forza del carattere, la tenacia, la determinazione. Gli abruzzesi sono seri e affidabili, che fanno in silenzio, senza grosso clamore».
Chi vincerà la partita per la composizione della futura giunta?
«Ognuno fa e farà voce che pesa, nel senso che si terrà conto del risultato e del contributo dato. Ma senza prepotenze».
Il caso Marianna Scoccia nell’Udc è chiuso?
«Ho ricevuto una telefonata cortese da parte sua: mi ha chiamato per presentarsi e dirmi che voterà i provvedimenti a favore della maggioranza. Le ho risposto che sarebbe doveroso se vuole conquistare un minimo di rapporto e di fiducia. Si apre un’altra storia, il modo in cui sarà trattata dipenderà dai comportamenti che assume».
Quale consiglio le ha dato suo padre dopo l’elezione?
«Di guardare bene le persone a cui affidarmi»
Il rapporto con le opposizioni?
«Il confronto ci sarà, mi piacerebbe che il livello di proposta dell’opposizione sia elevato e all’altezza dei bisogni degli abruzzesi, se invece le reazioni sono quelle viste dopo il voto...».
Si riferisce alle esternazioni di Grillo sulle ambulanze da restituire?
«In altri paesi si chiama voto di scambio, non è diverso da quello che faceva Achille Lauro portando i pacchi di pasta. Se bastano 4 ambulanze per diventare presidente...».
E i rapporti con i sindaci?
«Quella della Pezzopane è una polemica inutile, perché non ho detto niente di strano. Prima del voto, qualcuno ha lasciato intendere di avere la maggioranza delle preferenze e i sindaci di un centinaio di quei Comuni che hanno sostenuto Legnini hanno perso alle urne. Qualcuno, a cominciare da Pescara, faccia autocritica. Così non è stato per L’Aquila, Avezzano e Chieti dove il centrodestra ha vinto ampiamente».
Un romano in Abruzzo, portato in giro col navigatore: l’avrà sentita anche lei questa affermazione?
«Ah, ah, ah... bella battuta, un giorno sfiderò qualcuno di Martinsicuro ad arrivare a Schiavi d’Abruzzo senza navigatore. Qualcuno che faceva queste battute ha perso la scommessa in maniera clamorosa».
Per la ricostruzione dell’Aquila?
«Massimo impegno, ma non vorrei che i ministri grillini assumessero atteggiamenti non dico ritorsivi ma di disimpegno, come per esempio sta accadendo col Punto nascita di Sulmona. Il Ministero dice che va chiuso eppure il ministro Grillo è venuta qui con la Marcozzi a fare altre promesse. È ora che i territori di montagna abbiano gli stessi diritti. Ho lamentato questo riordino sanitario che è molto deficitario perché ha provocato squilibrio e impoverimento nelle strutture periferiche. O il Ministero ci concede degli spazi o di fatto siamo ancora in una situazione commissariale».
Si farà la Tav Pescara-Roma?
«È l’impegno che Toninelli ha preso, farò di tutto per farglielo onorare».
Ha un motto?
«Prenderò decisioni con l’obiettivo di far crescere l’Abruzzo, unico e unito: o si cresce tutti insieme o si resta dove si sta, se non addirittura si arretra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

