Marsilio: Stellantis assicura, farà mezzi elettrici ad Atessa

5 Aprile 2024

Urso conferma gli incentivi. Ma i sindacati chiedono investimenti ad azienda e Regione

Lo stabilimento dei furgoni commerciali di Atessa, grazie alla sua produttività e flessibilità, è ancora un punto fermo per Stellantis e suoi piani industriali futuri. Lo ha ribadito al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e ai rappresentanti sindacali riuniti al tavolo del Mimit a Roma, Davide Mele, responsabile Corporate Affairs per il gruppo Stellantis al tavolo programmato ieri a palazzo Piacentini, sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal ministro Adolfo Urso che ha voluto incontrare in questi giorni i rappresentanti di Stellantis per analizzare, stabilimento per stabilimento la situazione aziendale e il futuro produttivo del gruppo in Italia. Assieme a Urso anche il sottosegretario Fausta Bergamotto e Gianmarco Giorda di Anfia, associazione nazionale filiera industria automobilistica.
Ma i sindacati frenano e avvertono sulla ormai impellente necessità di investimenti e sul rafforzamento del tessuto delle fabbriche di subfornitura. E serve un deciso programma di sviluppo sulle infrastrutture, come ricordato, ancora una volta, anche da Stellantis.
IL FURGONE ELETTRICO.
«Da parte di Stellantis sono state fornite rassicurazioni sulla capacità e flessibilità dell'azienda di rispondere al mercato, sviluppare nuovi prodotti e, in particolare, il motore elettrico nello stabilimento di Atessa, già pronto ad aumentare i livelli di produzione non appena le richieste e le quote di mercato cresceranno».
Marco Marsilio esce soddisfatto dall'incontro al Mimit: «Abbiamo tuttavia ribadito», aggiunge, «che non basta investire sulla produzione della fabbrica, ma è necessario creare una rete con tutto il territorio, perché l'indotto coinvolge un numero di addetti quasi tre volte superiore a quello dello stabilimento di Atessa».
La replica del governatore abruzzese arriva dopo le parole del responsabile Stellantis, Davide Mele: «La nostra divisione di veicoli commerciali pro-one, grazie ai nuovi marchi frutto della fusione che ha dato vita al gruppo Stellantis e l’aggiunta nel 2023 del brand Toyota, ci ha aperto le porte per essere leader globali sui veicoli commerciali», rimarca il manager, «nel 2023 con una quota superiore al 30% della produzione di veicoli commerciali confermiamo la nostra leadership. Abbiamo le tecnologie per affrontare in maniera flessibile la transizione all’elettrico». Mele ha poi affrontato il tema delle infrastrutture necessarie al sito abruzzese per alzarne la competitività, come pure la questione relativa ai costi dell’energia che, ha detto, si sta affrontando nei tavoli tecnici. «L'Abruzzo ha fatto e continuerà a fare la sua parte», fa sapere Marsilio, «il prossimi 9 e 10 maggio organizzeremo anche una due giorni di convegni sul territorio abruzzese, dedicata proprio al confronto tra i principali portatori di interessi e le principali aziende del settore automotive, per affrontare al meglio e preparare il terreno alla transizione tecnologica in corso».
IL FUTURO.
E a impegnare il gruppo motoristico in Italia e ad Atessa ci ha pensato il ministro Urso in persona. «Stellantis deve ribadire la leadership dello stabilimento abruzzese», dichiara, «anche a livello europeo e salvaguardare al meglio le aziende della componentistica soprattutto nella fase di transizione verso l’elettrico. Un significativo stimolo alla produzione», aggiunge, «potrebbe arrivare proprio dal nuovo piano Ecobonus 2024 che prevede incentivi per i veicoli commerciali ad alimentazione elettrica».
Il ministro Urso ha anche sottolineato come i volumi produttivi dello stabilimento di Atessa sono cresciuti rispetto all’anno precedente. Per Anfia è invece necessario un piano decennale per creare le condizioni utili affinché Stellantis sia competitiva dentro un gioco di squadra dove la componentistica di prossimità possa rappresentare il valore aggiunto.
L'ALLERTA DEI SINDACATI.
Ma per preservare l'eccellenza di Stellantis ad Atessa occorrono, per Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, e Nicola Manzi, segretario generale della Uilm di Chieti-Pescara, «investimenti da parte aziendale sulle nuove motorizzazioni, ma anche da parte delle istituzioni sul miglioramento delle infrastrutture e, più in generale, è necessaria una forte sinergia fra privato e pubblico per supportare la vocazione all'esportazione dei veicoli commerciali e difendere le imprese dell'indotto più vulnerabili». Si pensa infatti ad «importanti imprese dell'indotto che dipendono in tutto o in parte dalla fabbrica dei Ducato, come la Marelli di Sulmona, la Denso di San Salvo o la Baomarc di Atessa».
Anche la Fim-Cisl, per voce del segretario generale Ferdinando Uliano, dice ch e«è necessario tutelare le piccole e medie imprese dell'indotto, come anche il "distretto del tubo" nella provincia di Teramo, dove si producono sistemi di scarico e che dovrà essere riconvertito in funzione delle nuove produzioni green».
Preoccupazione per il segretario Fim è rappresentata anche dalla possibile sovrapposizione del sito polacco di Stellantis dove si producono veicoli commerciali di grandi dimensioni. «Per il sito di Atessa», conclude Uliano, «bisogna investire in futuro non solo sull’elettrificazione, ma anche sullo sviluppo e la produzione delle tecnologie a celle di combustibile ad idrogeno».
Critica la Fiom. «Dietro l'apparenza dell'aumento della produzione complessiva, si nascondono le incertezze sul futuro produttivo e occupazionale di Atessa», dicono Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità, Alfredo Fegatelli, segretario generale Fiom-Cgil Chieti e Pino Gesmundo, segretario nazionale della Cgil ribadendo la necessità di un confronto diretto con il ceo di Stellantis, Carlos Tavares a Palazzo Chigi.
«Le linee produttive», spiega la Fiom, «sono obsolete, servirebbero ingenti investimenti anche riguardo il futuro modello elettrico, oggi assemblato con modalità pressoché artigianali. Un nuovo modello non c'è, sono tutti continui restyling». E un impegno sull'indotto lo chiede Gianluca Gagliardi, segretario Fismic Lanciano: «Chiediamo a governo e Regione», aggiunge la vice segretaria generale Fismic, Sara Rinaudo, «di implementare investimenti e risorse per migliorare le infrastrutture energetiche e logistiche e di creare un'area di sviluppo verso la transizione con un progetto a lungo termine».