Maschere di Carnevale false: 400mila pezzi tolti dai negozi

15 Febbraio 2023

Blitz dei finanzieri nelle attività gestite da cinesi: trovati vestiti e giochi contraffatti, nocivi per la salute  I titolari multati per violazione alla normativa sulla sicurezza dei giocattoli e al codice del consumo

PESCARA. Erano esposti negli scaffali, pronti per essere venduti, ma non avevano né etichette e neppure le avvertenze in italiano. Nell’ambito del piano d’azione Stop fake, i finanzieri del comando provinciale diretti dal colonnello Antonio Caputo, hanno tolto dal commercio oltre 402 mila fra mascherine, vestiti e accessori di Carnevale. Tutti articoli contraffatti “made in China” che avrebbe fruttato più di 400 mila euro.
Il maxi sequestro è avvenuto fra Pescara e Napoli. La merce era venduta in negozi gestiti da imprenditori cinesi, già con precedenti per frode in commercio, e ora sanzionati e segnalati per violazione al codice del consumo e alla normativa sulla sicurezza dei giocattoli. In totale, le sanzioni applicate possono superare i 61 mila euro.
Le indagini hanno preso il via dopo una serie di controlli e, in particolare, dopo accertamenti svolti in un’attività di Pescara, che vendeva maschere e vestiti di Carnevale.
Esaminando alcuni articoli, in cui erano riprodotte le immagini di famosi personaggi dei cartoni animati soggetti a copyright, le fiamme gialle hanno notato che non c’erano le etichette con le indicazioni sulla qualità e le caratteristiche merceologiche del prodotto. Non c’erano neppure le istruzioni in lingua italiana, requisito essenziale per la sicurezza, la commercializzazione e l’utilizzo della merce nei paesi dell’Unione Europea. È stata quindi controllata la documentazione contabile, da cui è stata ricostruita l’intera filiera illecita, ossia i canali di approvvigionamento dei prodotti contraffatti e non sicuri per la salute. Si è così scoperto che arrivavano a Pescara e non solo, da depositi e magazzini situati nell’hinterland partenopeo e tarantino e, dunque, dalla Campania e dalla Puglia.
La merce destinata ai bambini era sprovvista delle informazioni in lingua italiana previste dal codice del consumo e, pertanto, potenzialmente pericolosa per la possibile presenza di sostanze irritanti, soffocanti, tossiche o infiammabili. Sono in corso ora analisi per verificare proprio la presenza di agenti nocivi e dannosi.
Neppure un mese fa, gli stessi finanzieri del comando provinciale avevano condotto una operazione simile, sequestrando oltre 317 mila giocattoli non sicuri, e quindi potenzialmente pericolosi per la salute, e prodotti contraffatti sempre “made in China”, per un valore di più di 300 mila euro. I giocattoli arrivano in due negozi del Pescarese direttamente da un magazzino della Capitale. Avevano una falsa marcatura “Ce” e, anche in quel caso, erano privi delle istruzioni, prescrizioni e destinazioni d’uso in lingua italiana. A finire nei guai, tutti cittadini cinesi, fra i 30 e i 40 anni.
Nei confronti del responsabile del deposito era scattata la denuncia all'autorità giudiziaria romana per frode in commercio; ai gestori delle due attività commerciali erano state elevate sanzioni sino a 20 mila euro. In totale, da quanto emerso, l’80% dei prodotti falsi, vietati o pericolosi che entrano in Italia, legalmente o meno, provengono dalla Cina.