Mascherine e barriere Seimila ristoranti pronti a riprendere l’attività

9 Maggio 2020

La riapertura possibile con modalità diverse rispetto al passato  Niente assembramenti: ingressi limitati e pagamenti digitali al tavolo

L’AQUILA. Il mondo della ristorazione si prepara alla riapertura. Sono 6.664, il 2,9% del totale nazionale secondo dati Unioncamere, i ristoranti abruzzesi che riapriranno le porte ai clienti, seppure con modalità diverse rispetto al passato.
Mascherine a personale di sala e di cucina, barriere di plexiglass tra i tavoli e percorsi differenziati per la fila alla cassa, alcune delle misure a cui i ristoratori dovranno attenersi. L’associazione “Aria”, intanto, chiede di rafforzare la filiera tra i prodotti agroalimentari locali e il sistema della ristorazione.
A TAVOLA COSÌ. I ristoratori sono pronti a riaccendere le luci dei locali, ma si procederà con la massima cautela. I ristoranti dovranno attenersi a regole e norme ben precise, che dovranno essere affisse all'ingresso e che i clienti saranno chiamati a rispettare, compreso il numero massimo di persone che può contenere il locale.
Il personale di sala e di cucina dovrà indossare le mascherine, come disposto dalle autorità sanitarie. I pagamenti saranno preferibilmente digitali, direttamente al tavolo. Il titolare, inoltre, dovrà occuparsi del monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, della pulizia e sanificazione dei locali con gel igienizzante a disposizione di clienti e lavoratori.
Niente assembramenti: all'interno del locale, un'apposita segnaletica indicherà, distinguendoli, i percorsi per la fila alla cassa o al bagno e le corsie differenziate per l’entrata e l’uscita dei clienti. Tra le misure che potrebbero diventare obbligatorie, anche le barriere in plexiglass per i locali tra tavoli e sul bancone. La distanza minima di sicurezza tra i tavoli non è stata ancora indicata, ma va mantenuto un distanziamento tale da evitare contagi. Anche i clienti saranno sottoposti a precise regole di comportamento, come il lavaggio delle mani con igienizzante e l’utilizzo, entrando in sala, delle mascherine. Giacche e cappotti vanno lasciati all’ingresso: il guardaroba verrà allestito con grucce ben distanziate e sostanze disinfettanti nebulizzate.
L’APPELLO DEI RISTORATORI. L’associazione ristoratori d’Abruzzo (Aria) lancia un appello alla Regione «per individuare misure necessarie ad evitare il tracollo del comparto turistico ed eno-gastronomico». Il presidente di Aria, Valerio Di Mattia, ritiene necessaria «una ristrutturazione strategica. La ristorazione», dice, «può impegnarsi ad acquistare direttamente le produzioni della filiera agro-alimentare, garantendo un’alta percentuale di consumo. Su questa base, alla ristorazione andrebbe garantito un regime fiscale parametrato a quello degli agriturismi. Un nuovo concetto di filiera che ricomprenda le imprese agricole, l’accoglienza turistico- gastronomica e la ristorazione», conclude Di Mattia, che richiama, come strumento fondamentale, al modello del “Ristorante tipico d'Abruzzo". (m.p.)
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