Masci: «Abbattuti i lecci già morti»

Il sindaco replica alle critiche per il taglio di tutti gli alberi in piazza Sacro Cuore
PESCARA. «In piazza Sacro Cuore e lungo corso Umberto stiamo sostituendo tutti i lecci, che sono morti da almeno 10/15 anni, con 184 nuovi alberi e 2.300 arbusti e altre essenze verdi, e stiamo eliminando la pavimentazione rovinata, scura e inappropriata, per rimpiazzarla con materiale fotocatalitico assorbente chiaro, adatto al cambiamento climatico». Il sindaco Carlo Masci replica così alle polemiche sollevate in questi giorni dall’opposizione e dalle associazioni ambientaliste per l’abbattimento degli alberi in piazza Sacro Cuore e in corso Umberto dove si stanno svolgendo i lavori di riqualificazione.
«Un cambio epocale», sostiene il sindaco, «che viene contestato solo da chi vuole fare disinformazione pensando che i cittadini siano distratti e poco intelligenti. La realtà è che il corso principale della città sarà più verde e con una pavimentazione utile ad abbattere il calore nelle giornate più afose».
«Noi piantiamo alberi», fa notare il primo cittadino, «e c'è sempre qualcuno che strumentalmente strilla contro di noi. Dov’erano questi difensori delle piante morte quando è stata deturpata piazza Salotto eliminando le magnolie che l'adornavano e lasciando spazio al grigio e al cemento?».
«Tra qualche mese», afferma Masci, «il nostro corso sarà più verde e più attrattivo, Pescara attendeva da anni questo intervento, condiviso come sempre con la Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici». «Alziamo la testa, guardiamo in alto», conclude il sindaco, «Pescara va sempre avanti, non si ferma mai. Nuove piante per i nostri figli e i nostri nipoti, per un corso più bello, più vivo, più verde».
Di parere diverso il capogruppo del Pd Piero Giampietro. «Lascia sgomenti», aveva sottolineato qualche giorno fa, «l’operazione di distruzione dei lecci in piazza Sacro Cuore, avvenuta nei giorni scorsi ad opera dell’amministrazione comunale nell’ambito dei lavori di rifacimento della piazza. Non paghi di distruggere una pavimentazione di pregio che poteva essere rimessa a posto con una semplice manutenzione, si è voluto passare a filo di spada ogni pianta».

