Masci: capitale dell’arte, siamo una città moderna

PESCARA. Pescara punta su ciò che è stata per l’arte contemporanea, con l’esperienza di Fuori Uso, sui luoghi simbolo, sugli artisti oggi internazionali che il capoluogo adriatico ha in qualche modo...
PESCARA. Pescara punta su ciò che è stata per l’arte contemporanea, con l’esperienza di Fuori Uso, sui luoghi simbolo, sugli artisti oggi internazionali che il capoluogo adriatico ha in qualche modo tenuto a battesimo e sulle nuove generazioni, per diventare la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. E punta sul territorio vasto, quello della futura Nuova Pescara, ma che va anche oltre, dal mare all’entroterra. Ieri il ministero della Cultura ha ospitato le audizioni dei cinque progetti finalisti che ambiscono ad ottenere il riconoscimento. «Pescara è una città contemporanea», ha ricordato di fronte alla giuria il sindaco Carlo Masci, che ha esposto il progetto insieme al dirigente Fabio Zuccarini e a Pier Luigi Sacco, coordinatore del dossier. «Ha avuto Ettore Spalletti, Franco Summa, artista della storica Porta del Mare che nel 2025 tornerà nel suo luogo di origine e poi Cesare Manzo con Fuori Uso, che non è stato solo un momento culturale, ma con la sua forza evocativa ha permesso di recuperare spazi che erano abbandonati da tempo. Solo negli ultimi tre anni sono stati aperti tre luoghi d’arte, il Museo dell’Ottocento, l’Imago e il Clap Museum legato ad Andrea Pazienza. Nel 2025 con la riqualificazione del museo d’arte moderna Vittoria Colonna ne avremo un altro. Tutto questo ci rende molto competitivi per diventare la Capitale nazionale dell’arte contemporanea perché guardiamo all'arte non come un qualcosa che ci lasciamo alle spalle, ma un elemento che ci proietta nel futuro», ha concluso il sindaco.
Per realizzare il progetto, il Comune ha deciso di stanziare un milione di euro di fondi propri, da affiancare al milione di euro derivante dal ministero della Cultura se dovesse ottenere il titolo. Il piano economico, illustrato dal dirigente Zuccarini, contiene anche una serie di voci che vedono già risorse stanziate dal Comune, da Regione o da fondazioni private, per la rigenerazione di alcuni spazi nell’area della nuova Pescara: l’ex teatro Michetti, lo spazio Matta, la città della musica, l’ex agenzia di viaggi Carinci che diventerà una project room dell’arte contemporanea, il mercato coperto, la galleria Colonna, e poi Stella Maris a Montesilvano e Villa Acerbo a Spoltore. Sul fronte degli eventi, tra le sessanta pagine del progetto sono inseriti tanti festival che toccano diverse discipline e paesi del circondario: “Ieri oggi e domani”, che vuole essere un riesame dell’esperienza di Fuori Uso, è uno degli eventi di punta contenuti nel progetto. E poi rassegne dedicate al suono, alla parità di genere, ai giochi immersivi, alla cinematografia sperimentale.
«Abbiamo vissuto lo stimolo del dossier per pensare di trasformare il futuro della città attraverso la cultura e l’arte, valorizzando la dimensione costiera e rurale del territorio», ha detto Sacco. «È stata una bellissima presentazione da cui è emersa la complessità e la bellezza di ciò che si farà a Pescara», ha commentato a margine l’assessore Maria Rita Carota. «Sono molto soddisfatto», ha dichiarato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, presente al ministero insieme all’assessore regionale Roberto Santangelo. «Abbiamo dimostrato competenza e disponibilità ad allargare il progetto al territorio, riqualificando spazi e facendo emergere tanti nuovi talenti che staneremo da tutte le più importanti espressioni culturali della nostra regione. Siamo speranzosi di vincere questa battaglia». Il verdetto dopo il 30 ottobre.

