Masci: «Corretti gli atti di Trisi, i cantieri andranno avanti»

Il caso del dirigente arrestato arriva in aula. Il sindaco: verifiche concluse, nessun lavoro da fermare L’opposizione protesta: troppe anomalie in quattro anni, il centrodestra ha coperto gli errori tecnici
PESCARA. Tutti gli atti firmati dal dirigente comunale Fabrizio Trisi, agli arresti dal 12 giugno scorso per l’inchiesta “Tana delle tigri” su appalti, tangenti e spaccio di cocaina, «sono corretti» e i lavori, già partiti o in partenza, «non saranno sospesi». Lo ha annunciato ieri in consiglio comunale il sindaco Carlo Masci di Forza Italia rispondendo a un’interrogazione del Pd. Per oggi, il sindaco aspetta sulla sua scrivania una nota ufficiale di Giuliano Rossi, il dirigente che ha preso anche l’incarico di Trisi, «in cui mi scriverà quasi certamente che tutti gli atti sono stati verificati e che le procedure possono tranquillamente andare avanti, questo è il dato che sta emergendo», ha detto Masci, «e Rossi lo metterà per iscritto perché gli atti pubblici si fanno così e non con le polemiche sui giornali. Aggiungo che ho avuto un’interlocuzione con la Procura per verificare quali atti fosse necessario sospendere e quali no e, anche qui, posso tranquillizzare tutti che il percorso di questi lavori continuerà: non c’è atto specifico che debba essere fermato».
Il caso del dirigente coinvolto in un’inchiesta su corruzione, peculato, turbativa d’asta e spaccio di cocaina è approdato in consiglio: dal giorno dell’arresto di Trisi, uomo di fiducia del centrodestra e già dirigente nei Comuni di Pescara e Pianella tra il 2010 e il 2018 proprio con il centrodestra al governo, Pd e M5S chiedono le dimissioni di Masci. Il sindaco va avanti: l’ha ripetuto anche ieri in aula e poi l’ha puntualizzato con un post su Facebook promettendo lavori alle strade rotte: «I cantieri non si sono mai fermati, ci stiamo concentrando sulle strade per intervenire sui manti ammalorati. Tra due giorni riprenderemo e completeremo l’intervento di asfaltatura di via Bassani-Pavone, compresi i due sottopassi». Il sindaco è entrato nel cuore della questione: «Come capo dell’amministrazione, se all’interno dell’ente accadono episodi che creano tensione, fastidio e apprensione nei cittadini, mi sento in dovere di chiedere scusa, ma, nello stesso tempo, non posso non evidenziare che, mentre in passato le vicende penali hanno riguardato amministratori pubblici (sindaci, assessori e consiglieri comunali), in questo caso gli atti sotto esame sono stati tutti compiuti da dipendenti, e nessun politico dell’attuale amministrazione è stato minimamente sfiorato dall’indagine. Anche se l’opposizione cerca di intorbidire le acque, creando confusione tra il ruolo politico di indirizzo e quello dirigenziale di gestione, è chiaro a tutti che il sindaco non possiede strumenti ispettivi per controllare le azioni e i comportamenti dei dipendenti, né può incidere sulle attività gestionali da essi compiute, perché se lo facesse, allora sì commetterebbe un’illecita ingerenza».
Alla domanda del Pd sul perché è stata rinnovata la fiducia a Trisi nonostante «troppe anomalie» sui cantieri, il sindaco ha detto: «Il dirigente è stato individuato sulla base di una selezione grazie al possesso di specifici requisiti. Come già era successo, prima con l’amministrazione Albore Mascia a Pescara e poi anche a Pianella, Trisi è diventato dipendente comunale fino alla scadenza naturale del mio mandato. Il sindaco, quindi, non ha alcun potere di intervenire su un dipendente. Il Miv, il nucleo di valutazione comunale nominato dall’ex sindaco Marco Alessandrini e che io ho mantenuto in carica, è l’unico soggetto deputato a valutare e assegnare voti al dirigente dopo il controllo amministrativo degli atti. Quindi, non è stato il sindaco a valutare Trisi ma lo hanno fatto tre professionisti nominati da Alessandrini», ha sottolineato Masci, «che sono il prof Andrea Ziruolo, il dottor Emilio Petrucci e il dottor Antonio Epifano. Il Miv ha assegnato a Trisi un voto di 94,23 su 100 per il 2020 e 94,16 per il 2021. Il sindaco non avrebbe mai potuto intervenire su una valutazione del genere: se l’avessi fatto sarei incorso in un abuso d'ufficio. Quindi, nessun politico di questa maggioranza è intervenuto su un atto gestionale». Il sindaco, poi, ha attaccato il centrosinistra: «Dalle intercettazioni che leggiamo sui giornali, non ce n’è una che sia riferibile a sindaco, assessori e consiglieri mentre, se torno indietro di qualche anno, invece le intercettazioni riguardavano direttamente politici e amministratori della precedente giunta».
Il Pd ha ribattuto: «Dire che Trisi sarebbe un dirigente terzo è incredibile. Parliamo di un plenipotenziario scelto probabilmente perché molto vicino al centrodestra e adesso ci si viene a dire che ha vinto un concorso e che è stato valutato positivamente. Abbiamo evidenze che dicono che un dirigente ha lavorato per nome e per conto dell’amministrazione in modo non conforme e, per 4 anni, la giunta ha coperto questi comportamenti».

