Masci diserta il vertice L’opposizione accusa: il centro è paralizzato

14 Settembre 2024

Sola del M5S: «Atteggiamento indegno». Pettinari: «Siamo offesi» Il Pd chiede la revoca del piano traffico: «I dissidenti votino con noi»

PESCARA. Il sindaco Carlo Masci di Forza Italia ha disertato ieri la commissione Controllo e garanzia convocata dall’opposizione per discutere del piano traffico nella zona della stazione. Ed è scontro sull’assenza del sindaco al vertice con l’opposizione, i “ribelli” della maggioranza di centrodestra e le associazioni che hanno contestato i sensi unici in via Ferrari e via Bassani Pavone, i parcheggi a pagamento ricavati anche in mezzo alla strada e le corsie ridotte ai minimi termini.
«Un atteggiamento indegno», attacca il consigliere M5S Paolo Sola, presidente della commissione, «Masci continua a sottrarsi al confronto ogni qualvolta ci sono in audizione comitati e associazioni. Una totale mancanza di rispetto nei confronti delle opposizioni ma, soprattutto, dei cittadini che si aspettano da lui un’assunzione di responsabilità rispetto alle proprie scelte». Oltre ai consiglieri, alla riunione hanno partecipato anche Riccardo Padovano della Confcommercio, Marina Dolci della Confesercenti, Luciano Di Lorito per la Cna, Giampiero Sartorelli per l’Aci e Claudio Ferrante di Carrozine Determinate: nessuno di loro ha potuto presentare al sindaco l’elenco delle doglianze.
Contesta Masci anche il consigliere civico Domenico Pettinari: «L’assenza è una grande occasione di confronto persa e ci offende come forza civica ma offende soprattutto i tanti portatori di interesse che hanno partecipato alla commissione sperando di poter interloquire anche con il vertice dell’amministrazione e non solo con l’assessore. La maggior parte delle associazioni di categoria ha rappresentato le enormi criticità che abbiamo segnalato da tempo chiedendo come anche chiediamo noi di rivedere completamente la viabilità. Si faccia subito».
Il Pd chiede lo stop al piano traffico che, invece, dovrebbe avanti almeno tre mesi secondo le indicazioni dell’assessore alla Mobilità Adelchi Supizio anche se lo stesso Sulpizio ieri ha aperto alla possibilità di introdurre modifiche: «Crediamo sia giunto il momento di fermare questa corsa», dice il capogruppo Piero Giampietro, «il piano della giunta Masci scontenta praticamente tutti, è il momento di ammettere che non funziona e risparmiare ai pescaresi un calvario inutilmente lungo. Aver chiuso l’area di risulta senza un piano B è molto grave, e la pseudo soluzione individuata in fretta e furia è un pasticcio». E il Pd ora punta ai dissidenti del centrodestra, a partire da Marcello Antonelli di Forza Italia che nella seduta della commissione Sicurezza di mercoledì scorso ha parlato di «errore colossale», «mancanza di sicurezza» e «pericolosità»: «Abbiamo già depositato la proposta di revoca di queste misure: se la giunta non lo farà in maniera autonoma, dovrà essere il consiglio comunale a esprimersi e invitiamo», afferma Giampietro, «i consiglieri che si dicono critici a votare la nostra richiesta, per il bene delle decine di migliaia di persone che stanno vivendo sulla loro pelle le colonne interminabili e i ritardi dei mezzi di trasporto, l’inquinamento acustico e rumoroso, il calo degli affari e la difficoltà che ormai coinvolgono anche le vie di accesso a via Ferrari e via Bassani Pavone e alla stazione».
«Inaccessibilità, danni al commercio, traffico, disagi e rischi: la soluzione elaborata dal sindaco Masci e dall’amministrazione comunale è stata letteralmente disintegrata da tutti gli addetti ai lavori», denuncia il consigliere Carlo Costantini. «Totale inaccessibilità per le persone con disabilità in spregio al Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche recentemente approvato, danni gravissimi per le attività commerciali e artigianali del centro, divenute inaccessibili a causa dell’avvio concomitante di lavori sull’area di risulta. Contestazioni anche dall’Aci, nel merito e soprattutto nel metodo, tenuto conto che gli interventi di compensazione dei disagi procurati dai cantieri andavano progettati prima del loro inizio e non dopo. Insomma, un disastro destinato ad aggravarsi», conclude Costantini, «se solo Masci riuscisse a far partire all’interno dell’area di risulta anche i lavori della nuova sede della Regione Abruzzo».