Masci: hotel da destinare ai cittadini in isolamento

Il sindaco convocato oggi dall’assessore regionale Verì anticipa le sue proposte E sollecita l’esito di tamponi più recenti: anche una parte, ma ci darebbe il quadro
PESCARA. «Lavorare sui tamponi eseguiti due giorni fa, per avere risultati immediati. E destinare gli hotel a chi deve stare in isolamento». Sono le due proposte che lancia il sindaco di Pescara, Carlo Masci, mentre la città attraversa ancora la fase uno e vive la sua lunga quarantena in attesa che il pericolo di contagio si affievolisca sempre più. I “consigli” del primo cittadino saranno formulati oggi all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì nel corso di un incontro che proprio l’assessore ha convocato con il sindaco del capoluogo adriatico e con gli altri presidenti dei comitati ristretti dei sindaci delle Asl abruzzesi. In futuro, riflette Masci, «i risultati dei tamponi dovranno essere rapidissimi, in modo da sapere se si è positivi o meno. Si dovrà arrivare a questo. Ma ora, nella fase uno, in attesa che alla Asl arrivi un macchinario in grado di eseguire fino a 2.400 test in 24 ore, si potrebbe pensare di analizzare, insieme ai prelievi di 15 giorni fa, anche alcuni appena eseguiti, in modo da capire se la percentuale di contagi si è ridotta. Un mese fa questa percentuale era del 18 per cento, sul totale dei tamponi eseguiti. Ora siamo al 3 per cento, ma i risultati di oggi riguardano i test di quindici giorni fa. Ecco perché suggerisco, e si tratta di un consiglio che ho già formulato alla Asl lunedì scorso, di esaminare rapidamente anche alcuni tamponi recenti, di due giorni fa, per capire com'è effettivamente la situazione ed esaminare il trend con dati attuali».
Masci sa bene che la mole di lavoro della Asl di Pescara è stata consistente, visto che il laboratorio dell'azienda sanitaria locale si è occupato anche del resto della regione. Ma afferma, «con l'entrata in funzione di altri laboratori, le cose dovrebbero migliorare e la pressione dovrebbe diminuire». Comunque, rispetto al momento in cui è scoppiata l'emergenza, «il trend è positivo», per l'andamento dei contagi, «quindi la quarantena è servita», rimarca Masci. Però sarebbe opportuno, dice, «avere un dato ulteriore, aggiornato ad oggi, relativo ai soggetti che si ritengono a rischio perché sono stati a contatto con i positivi». Con questa informazione in più si potrebbe «capire l'evoluzione della malattia e attivare un percorso più sereno», verso la fase 2, ben sapendo che ci sono e ci saranno delle indicazioni da rispettare, «dalle mascherine ai guanti, passando per il numero limitato di persone ammesse in contemporanea dentro una attività». Si dovrà continuare a convivere con il pericolo di contagio e proprio tenendo conto di questo aspetto sono stati consegnati due giorni fa i lavori alla Omnia Servitia per la realizzazione del Covid Hospital nel palazzo ex Ivap di via Rigopiano (l'edificio rosso della Asl). «È una grandissima operazione, direi miracolosa», commenta Masci. «Si riqualifica una struttura dismessa e lo si fa dentro l'ospedale. Abbiamo dovuto affrontare un’emergenza senza essere preparati, per cui un Covid Hospital serve oggi ma servirà anche domani, per non ritrovarci nelle stesse condizioni. E comunque si andrà a realizzare una struttura a disposizione della sanità».
Masci lancia anche un’altra proposta, dopo aver assistito al trasferimento all’hotel Plaza di alcune ospiti di una casa di riposo. «Gli hotel potrebbero essere messi a disposizione per l'emergenza, ad esempio per ospitare chi deve stare in isolamento, lontano da chi è positivo, così come l’Oasi dello spirito viene usata per chi è stato dimesso dall'ospedale senza più sintomi ed è in attesa dei test di controllo per dichiarare formalmente la guarigione». Un’idea, quella del sindaco, che nasce dall'esperienza del 2009 «quando abbiamo accolto in città i terremotati».
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