Masci: «I voti? Ho vinto io Pescara più bella in tre anni I cittadini stanno con me»

Mentre in città impazza il toto assessori, il sindaco rieletto vola a Porto per 5 giorni «Sull’ambiente siamo un esempio per l’Europa ma mi attaccavano. Ora la sfida G7»
PESCARA. «Mi pagano il biglietto dell’aereo e anche la permanenza, soltanto per sentire l’esperienza di Pescara sul verde. Eppure, proprio su questo, qui mi attaccavano». Prima di salire sull’aereo diretto a Porto, sede del vertice dell’Intelligent Cities Challenge dedicato all’ambiente, il sindaco Carlo Masci parla al telefono con il Centro. Mentre impazza il toto assessori, Masci non sarà in Comune per 5 giorni: una “fuga” dai partiti che, in attesa della proclamazione degli eletti, già si scornano per gli incarichi. In palio ci sono dieci posti, nove da assessori – quattro devono essere donne – e uno da presidente del consiglio comunale. Masci, rieletto al primo turno con il 50,95%, si defila e aspetta la lista degli alleati, poi deciderà: «Ho le idee chiare sul metodo», annuncia.
Sindaco, quanto è preoccupato per il riconteggio dei voti chiesto da Carlo Costantini del centrosinistra?
«Ho già parlato con il presidente del tribunale Angelo Bozza e mi ha detto che i voti sono confermati tanto che era già pronto per la proclamazione. Sono stato io a chiedere di aspettare e fare la proclamazione del sindaco insieme a quella dei consiglieri comunali per dare continuità tra l’amministrazione uscente e quella entrante».
Ma Costantini l’ha chiamata per farle i complimenti?
«Non mi ha chiamato, però l’ho incrociato sulle scale del Comune visto che si trovava lì per presentare le sue segnalazioni alla commissione elettorale e ci siamo stretti la mano».
E gli altri due candidati?
«Mi ha telefonato Domenico Pettinari e mi ha augurato buon lavoro; Gianluca Fusilli mi ha mandato un messaggio. Penso che, al di là del confronto politico, chi si candida a sindaco abbia voglia di esprimersi e mettersi a disposizione della città, quindi, ho massima stima dei miei avversari. Quando ho perso, ho chiamato il mio avversario per fargli i complimenti ed è normale che avvenga: una competizione elettorale non dovrebbe essere uno scontro ma un confronto di idee anche se spesso non è così».
Passata l’euforia della festa, ha le idee chiare per la giunta?
«Ho le idee chiare sul metodo che deve tenere conto del consenso, della competenza della voglia di fare e di impegnarsi perché fare l’amministratore a Pescara vuol dire lavorare tanto più di 8 ore al giorno: gli assessori devono impegnarsi tutta la giornata. Ovviamente, tutto avverrà in accordo con i partiti che hanno formato le liste elettorali».
E come andrà a finire?
«Andrà come hanno detto gli elettori: ci sono due forze che si equivalgono, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e poi ci sono altri gruppi che dovranno ricevere considerazione in base a quello che hanno espresso alle urne».
Forza Italia quasi al 18%, se l’aspettava?
«In generale, sono molto soddisfatto del risultato del centrodestra visto che il centrosinistra è arrivato a 10mila voti di distanza da me: è stata un’affermazione eclatante. Me lo ricordo quello che si diceva dopo le regionali e cioè che il campo largo avrebbe vinto a Pescara. E invece è successo il contrario: era stato sottovalutato il peso delle liste civiche moderate che esprimono sempre circa il 10%».
Quindi non era preoccupato?
«Prima delle comunali, ho fatto un gioco con qualche amico: ho segnato i risultati delle liste e ci ho preso in pieno. Non sono un indovino, ho semplicemente il contatto con i cittadini. Del resto, sono l’unico sindaco eletto per due volte di fila al primo turno: a Pescara non era mai accaduto».
Inizierà il secondo mandato con l’inaugurazione di piazza Sacro Cuore, poi corso Umberto e, infine, waterfront alla Madonnina: come sarà Pescara fra tre anni?
«Tutto questo è il frutto del lavoro di anni. Pescara sarà come l’abbiamo immaginata: molto più accogliente e vivibile. Adesso, i nostri obiettivi sono il fiume e l’area di risulta. Cinque anni fa avevamo parlato di sicurezza e mare pulito, adesso vogliamo rendere la città più bella: interventi come la passeggiata fino alla diga foranea, per esempio, cambieranno la città e la proietteranno verso un orizzonte internazionale».
A Porto, lei parlerà di Pescara come un esempio da seguire per le pratiche ambientali mentre in campagna elettorale i suoi sfidanti hanno detto che la città è sporca e maleodorante: qual è la verità?
«I vertici delle istituzioni europee ritengono che Pescara sia un modello per le evoluzioni compiute negli ultimi anni. Proprio per questo, sarò uno dei relatori e mi pagano anche il biglietto aereo e la permanenza, il Comune non spenderà niente: Pescara è un esempio di buone pratiche per il green deal. In campagna elettorale, mi dispiaceva assistere alla rappresentazione di una città che non esiste ma, poi, gli elettori hanno capito: Pescara è una città bella, certo non è la città del sole che esiste soltanto nelle idee di Sant’Agostino, ma in 5 anni è innegabile che ci sia stata un’evoluzione: 5 anni fa c’era il mare inquinato e adesso c’è la Bandiera Blu; c’era una periferia in mano ai delinquenti e ora abbiamo abbattuto il Ferro di cavallo e quel quartiere è stato restituito allo Stato; le zone periferiche sono state avvicinate al centro con strade e parchi. Abbiamo cambiato il volto della città. A sentire quelle cose, mi dispiaceva anche per le persone che lavorano di notte per pulire la nostra città: venivano denigrate solo per attaccare il sindaco».
C’è una cosa che la rende orgoglioso di questi ultimi 5 anni?
«La gestione del Covid è stata considerata tra le migliori d’Italia e ci ha lasciato in eredità un ospedale che continua a salvare vite. Ma ci sono anche il mare da Bandiera Blu, il Ferro di cavallo demolito, le strade riasfaltate dopo trent’anni di niente: ognuna di queste cose vale una consiliatura».
Ma è stata la vittoria del centrodestra o di Masci?
«È stata la vittoria di tutte le componenti del centrodestra, dal sindaco, ai partiti, ai consiglieri, anche quelli che si sono candidati ma non hanno avuto la forza di entrare in consiglio. Abbiamo lavorato tutti insieme, ognuno ha dato quello che poteva e io sono stato il capo di una grandissima strada. E poi i cittadini: in campagna elettorale ho sentito la spinta dei pescaresi e la gente, quando mi incontra, mi dice “abbiamo vinto”. I pescaresi mi hanno dato un mandato pieno per fare quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ha vinto la città del sì».
L’hanno chiamata i leader del centrodestra?
«Ho sentito il vice premier Antonio Tajani che ha seguito lo spoglio in diretta fino ad annunciare a “Porta a Porta” la vittoria di Masci a Pescara. Una vittoria che ha galvanizzato tutti. Forza Italia e le liste civiche moderate sono quasi al 30%».
Il 24 e 25 ottobre a Pescara ci sarà il G7 voluto proprio da Tajani: la città è pronta?
«Una grande sfida mondiale: Pescara non aveva mai avuto una vetrina come questa e, se è stata, è perché chi ha visitato la città un anno fa l’ha trovata bella, pulita, accogliente e in grado presentarsi al mondo come una città emergente. All’Aurum, simbolo di una Pescara che guarda sempre avanti, faremo una grande figura. Ma non c’è solo il G7: abbiamo anche la sfida della città nuova con la fusione e la sfida dei lavori nell’area di risulta. I pescaresi hanno scelto un’amministrazione che vuole trasformare i sogni in realtà».
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