Masci: «Norme rispettate per il comandante dei vigili, la politica deve restare fuori»

Il sindaco replica agli attacchi sulla conferma dell’incarico a Palestini per altri 2 anni: ha raggiunto risultati che non si vedevano da 50 anni, le polemiche le lascio ad altri
PESCARA. È convinto, anzi convintissimo. Il sindaco Carlo Masci spegne senza indugi tutte le polemiche sulla proroga di due anni dell’incarico a Danilo Palestini, comandante della polizia municipale di Pescara che continuerà a guidare i vigili anche dopo la fine del mandato della attuale amministrazione. «Palestini fa il suo lavoro talmente bene che merita tutte le conferme e tutto il plauso da parte dell’intera amministrazione e io lo ringrazio pubblicamente per il lavoro di questi anni», dice il sindaco tagliando corto e ricordando tutti i risultati raggiunti dal Comune anche grazie all’impegno della polizia municipale.
A chiedere a Masci di tornare sui suoi passi era stato il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, del M5S, che ha già annunciato la sua candidatura a sindaco, dopodiché nella commissione Bilancio e affari generali della Regione è stata votata, d’intesa tra M5S e Lega, una stretta alle nomine fiduciarie, nell’ambito del nuovo regolamento di polizia locale, imponendo il rispetto del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.
«Si fa polemica su tutto ma io le polemiche le lascio ad altri», replica Masci chiarendo di essersi mosso sulle indicazioni dei tecnici. La proroga, spiega, è frutto delle «indicazioni del dirigente e degli uffici comunali e i suoi elementi di forza sono legati alle sentenze e alla dottrina. Sono gli stessi uffici che, negli anni scorsi, si sono occupati dell’affidamento dell’incarico a Palestini, anche quello molto contestato e frutto di ricorsi che poi sono finiti nel nulla. La norma», aggiunge Masci, «prevede la possibilità di estendere fino a cinque anni il mandato e in queste scelte non può entrarci un discorso politico perché non si può interrompere ora l’attività di Palestini, mentre si va verso la Nuova Pescara e con i problemi di degrado e di sicurezza di cui si occupa la polizia municipale. Il discorso», sottolinea Masci, «deve essere ancorato alla concretezza, ai risultati raggiunti da Palestini che ha dimostrato di essere un grande comandante con risultati che il Comune non raggiungeva da 50 anni. È stimato da tutti, mi dicono che è stata una grande scelta, non ho rilevato alcun problema dal punto di vista politico». Se poi si guarda alla solidità tecnica dell’iter, «mi fido dei miei tecnici», conclude Masci rispondendo a Pettinari sulla necessità di «procedere a un nuovo provvedimento di incarico, nel rispetto del Tuel (art. 110, comma 3)».
Proprio Masci e Palestini, con gli assessori Isabella Del Trecco e Adelchi Sulpizio e il presidente della commissione Sicurezza Armando Foschi fanno il punto sugli obiettivi colti nelle aree degradate e cioè «198 appartamenti abbattuti tra il Ferro di cavallo (chi ci avrebbe mai creduto?) e via Lago di Borgiano, sette case confiscate alla criminalità organizzata, 500 telecamere in città, attività diffuse nel sociale, presenza quotidiana della polizia municipale con le forze dell’ordine. Chi occupa abusivamente le case popolari ora viene perseguito, mentre in passato c’erano le sanatorie. Poi, è stato fatto un censimento sull’edilizia popolare, le roccaforti di un tempo sono venute meno, lo Stato c’è molto di più rispetto a prima, in tutte le sue articolazioni». Certo, si è riproposta in questi giorni una questione annosa, quella dei palazzi Clerico (mai ultimati), in via Tavo, occupati dai tossicodipendenti. «È un’area privata dove la situazione è rimasta immutata per decenni ma noi troveremo una soluzione. Come? Il Comune ha emesso due ordinanze e la prima è già scaduta per cui interverremo noi per rifare la recinzione, rimuovere i rifiuti (da smaltire), sfalciare, disinfettare e derattizzare l’area, bonificare ed evitare che si formino altri acquitrini. Poi presenteremo il conto al privato».

