Masci parla a Barcellona: «Pescara città per le bici, siamo all’avanguardia»

Il sindaco e l’assessore Mascia protagonisti al forum delle Smart City «Il sogno? Fare cento chilometri di piste ciclabili, avanti con la filovia»
PESCARA. La mobilità green parla spagnolo. Anche Pescara è stata invitata al Forum delle città intelligenti che si conclude oggi a Barcellona. Pescara, infatti, fa parte del circuito delle Smart City presenti in Spagna e il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla mobilità Luigi Albore Mascia sono stati invitati dalla Commissione europea a questo evento internazionale, con altri 49 sindaci di tutto il mondo. Lo Smart City Expo World Congress è un mega evento che si svolge ogni anno ed è dedicato alle soluzioni urbane intelligenti, sostenibili e vivibili.
Sindaco Masci, come mai anche Pescara è presente al forum di Barcellona?
«Ci hanno invitato insieme ad altri sindaci a partecipare ad una tavola rotonda riguardante gli interventi sulla mobilità. Noi abbiamo parlato degli interventi fatti nella nostra città».
Quali?
«Quelli che abbiamo fatto in questi tre anni, come i progetti sulle piste ciclabili. Noi ne abbiamo il doppio della media nazionale rispetto all’ampiezza della città. Pescara ha 38 chilometri di pista ciclabile su 39 chilometri quadrati di città, quando la media è di 19 su 32 chilometri quadrati. Abbiamo portato anche come esempio il nostro progetto del “Pedibus” (una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un “autista” e un “controllore” che chiude la fila, ndr) ma anche il “Pesos”, ovvero il progetto per le biciclette elettriche messe a disposizione alle aziende con più di 100 dipendenti, spiegando quanta C02 abbiamo evitato di sprigionare utilizzando questo sistema».
Pescara è una città smart?
«È una città che da tre anni ha avviato un percorso di smart city. Rispetto ad altre città non sfiguriamo affatto, anzi, hanno preso atto che Pescara è all’avanguardia rispetto ai sistemi di mobilità ed efficientamento energetico».
Lei parla di mobilità green. Si può prendere come esempio il progetto di viale Marconi?
«Su viale Marconi stiamo introducendo le corsie preferenziali che sono indice di mobilità green, perché vengono realizzate per favorire il transito del mezzo pubblico e in questi forum si parla solo di mezzi pubblici, mezzi greenm di piste ciclabili, di car sharing e bike sharing. Questo è il futuro delle città. In questi contesti, in cui ci confrontiamo con le altre città, i discorsi sono questi e ovviamente c’è la necessità del cambiamento. Il cambiamento è un percorso che bisogna fare e che bisogna accettare. Quello che ho notato, per esempio, è che anche nelle altre realtà in alcune situazioni ci sono delle resistenze di chi vuole rimanere fermo sulle proprie posizioni perché pensa di avere dei vantaggi personali, rispetto ai quelli che ne trarrebbe la collettività con i nuovi processi di mobilità green».
Ha un progetto come sogno nel cassetto da voler realizzare?
«Sicuramente, c’è l’obiettivo di arrivare a 100 chilometri di piste ciclabili, ma anche quello di avere tutti gli edifici pubblici a consumo energetico zero. Noi stiamo andando verso questa direzione e grazie al Pnrr finanzieremo molti impianti fotovoltaici nelle scuole, negli impianti sportivi e negli edifici pubblici. L’altro progetto da sviluppare è il biodigestore, che ci permetterà, senza creare inquinamento, di abbattere il costo dello smaltimento dei rifiuti. Nelle altre città i sistemi filoviari funzionano bene e il nostro obiettivo è anche la filovia elettrica su percorso dedicato, da far proseguire anche su strada con la corsia preferenziale. Tutto va verso la mobilità green per diminuire l’aggressione in città delle oltre 120mila macchine che entrano ogni giorno. Questo obiettivo si può raggiungere nei prossimi 3-4 anni».
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