Masci: Pescara attrae la malavita ma c’è una barriera ai criminali

Il sindaco ringrazia la Procura e gli investigatori della polizia locale: «I controlli ci sono 24 ore su 24» Ma sulla sicurezza è scontro con l’opposizione: «Ora basta polemiche sterili, noi facciamo i fatti»
PESCARA. «Pescara cresce, diventa attrattiva e, simultaneamente, terreno fertile per la malavita che prova prepotentemente ad insinuarsi su questo territorio». Il sindaco Carlo Masci, al timone della città da quasi sei anni, ha imparato a conoscere il rischio che incombe su una Pescara che vanta il titolo di capitale abruzzese del terziario e che, al centro della cartina d’Italia, è un crocevia di traffici, a partire dall’affare dello spaccio di droga. Ma, avverte Masci, una barriera alla criminalità esiste: «La malavita trova un argine, una barriera, grazie all’attenzione sempre alta della Procura e, in questo caso, grazie agli accertamenti avviati e portati avanti dai nostri agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Danilo Palestini».
Il sindaco guarda all’inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità in città sfociata in 4 arresti, con un napoletano vicino ai clan pronto a mettere le mani sui locali simbolo, da due punti di vista: «Se l’operazione di venerdì è la dimostrazione tangibile di un rischio che esiste, di una malavita che qui approda e purtroppo trova una sponda, è anche e soprattutto la dimostrazione di un impegno incessante della Procura, di una attenzione che non si abbassa mai e che poi concretizza una lunga serie di risposte, a tutela della collettività».
L’ultimo rapporto della Dia rivela che Pescara è una delle mete ambite dalla criminalità, soprattutto foggiana che «ha intrapreso un vero e proprio programma di espansione»: secondo la Dia, anche «l’area di Pescara» è considerata «una vera appendice» dei territori di riferimento della criminalità foggiana.
Masci lo sa ma parla di «risposte concrete. E per queste risposte», dice, «voglio ringraziare, a nome di tutti i cittadini, chi ha lavorato per mesi e sta ancora lavorando, in maniera certosina e silenziosa, su questa indagine. La polizia locale, sempre più specializzata su temi specifici, affianca le forze dell’ordine quotidianamente, occupandosi di una miriade di attività proprie di questo corpo. E credo che questa sia la giornata migliore per applaudire, sostenere e affiancare chi opera a salvaguardia della città, nel settore dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana. C’è una filiera che va supportata, a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale: ogni giorno, 24 ore su 24, gli operatori delle forze dell’ordine presidiano il territorio e realizzano operazioni di rilievo, dai sequestri di ingenti quantitativi di droga agli arresti di chi commette reati su strada passando per una lunga serie di delitti di ogni specie, e quest’ultima operazione sui tentativi di infiltrazioni mafiose», osserva il sindaco, «è una ulteriore testimonianza di un sistema che c’è e funziona, a partire dalla Procura della Repubblica e dalla Prefettura. Si succedono tanti risultati, ormai da tempo, e parlano da soli».
Ma la sicurezza in città è un terreno di scontro politico tra centrodestra, centrosinistra e il polo civico di Pettinari. Il 28 agosto scorso, il centrodestra ha approvato anche una mozione, presentata dal consigliere Marcello Antonelli di Forza Italia, per chiedere lo schieramento dell’Esercito lungo le strade di Pescara: una risposta dal ministero della Difesa, sì o no, potrebbe arrivare entro dicembre. In quella mozione si parla di un’emergenza sicurezza con queste parole: «Negli ultimi tempi, purtroppo, sono aumentati gli episodi di microcriminalità, atti vandalici, furti, spaccio di sostanze stupefacenti e consumo di alcol, con danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato e disturbo della quiete pubblica».
Masci parla all’opposizione: «Spero che si esaurisca il tempo delle polemiche sterili sulla sicurezza, portate avanti da anni da chi pratica quotidianamente uno scarso rispetto per le istituzioni e si agita davanti alle telecamere solo per un po’ di visibilità personale: purtroppo in questo modo non si fa altro che mettere in dubbio il lavoro di chi davvero ci crede e, al di là dei polveroni, si fa baluardo della sicurezza. Da una parte le chiacchiere, dall’altra i fatti». (p.l.)

