Masci: «Piazza e giardino al posto dei palazzi pericolanti in via Lago di Borgiano»
Una piazza con giardino al posto dei tre palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano. È l’obiettivo a cui sta lavorando il sindaco Carlo Masci una volta abbattuti gli edifici ai civici 14, 18 e 22...
Una piazza con giardino al posto dei tre palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano. È l’obiettivo a cui sta lavorando il sindaco Carlo Masci una volta abbattuti gli edifici ai civici 14, 18 e 22 sgomberati il 4 luglio 2017 per motivi di sicurezza.
In quei fabbricati vivevano 236 persone (84 famiglie) che nel corso di questi tre anni hanno trovato sistemazione altrove dopo mesi vissuti in due alberghi della città, dove però, alcuni degli sfollati, ancora resistono perché, per ragioni svariate, non hanno trovato una casa.
Nel novembre scorso, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri aveva annunciato che la Regione «ha ottenuto dal
governo lo stanziamento di undici milioni e 520mila euro, che verranno assegnati all’Ater Pescara per buttare giù i tre edifici e per reinvestirli nell’edilizia popolare», a tre anni dall’evacuazione d’emergenza.
Quindi, una volta buttati giù i palazzoni, che sono stati oggetto di razzie di ogni genere fino a quando non sono stati murati per impedire l’accesso agli sciacalli che si sono portati via anche i termosifoni, quello spazio rimarrebbe vuoto. Ed ecco, allora, che il sindaco Masci ha pronta una soluzione: una piazza con giardino eventualmente attrezzata anche per ospitare manifestazioni ed eventi.
Un luogo «che diventi il punto di aggregazione di una intera comunità, un luogo di incontro, di socializzazione per i residenti della zona», precisa il primo cittadino. Uno spazio, ancora occupato dai fabbricati transennati per motivi di sicurezza, che si trova in un quartiere difficile, Rancitelli, che aspira al riscatto e alla normalità.
Un progetto a cui il primo cittadino sta lavorando per restituire dignità a via Lago di Borgiano, troppo spesso sotto i riflettori per emergenze sociali legate alla microcriminalità. (c.co.)
In quei fabbricati vivevano 236 persone (84 famiglie) che nel corso di questi tre anni hanno trovato sistemazione altrove dopo mesi vissuti in due alberghi della città, dove però, alcuni degli sfollati, ancora resistono perché, per ragioni svariate, non hanno trovato una casa.
Nel novembre scorso, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri aveva annunciato che la Regione «ha ottenuto dal
governo lo stanziamento di undici milioni e 520mila euro, che verranno assegnati all’Ater Pescara per buttare giù i tre edifici e per reinvestirli nell’edilizia popolare», a tre anni dall’evacuazione d’emergenza.
Quindi, una volta buttati giù i palazzoni, che sono stati oggetto di razzie di ogni genere fino a quando non sono stati murati per impedire l’accesso agli sciacalli che si sono portati via anche i termosifoni, quello spazio rimarrebbe vuoto. Ed ecco, allora, che il sindaco Masci ha pronta una soluzione: una piazza con giardino eventualmente attrezzata anche per ospitare manifestazioni ed eventi.
Un luogo «che diventi il punto di aggregazione di una intera comunità, un luogo di incontro, di socializzazione per i residenti della zona», precisa il primo cittadino. Uno spazio, ancora occupato dai fabbricati transennati per motivi di sicurezza, che si trova in un quartiere difficile, Rancitelli, che aspira al riscatto e alla normalità.
Un progetto a cui il primo cittadino sta lavorando per restituire dignità a via Lago di Borgiano, troppo spesso sotto i riflettori per emergenze sociali legate alla microcriminalità. (c.co.)

