Masci: salverò la Riserva con l’aiuto degli esperti

Il sindaco tranquillizza i cittadini: «L’area protetta va mantenuta e ampliata» Ma puntualizza: «Un comitato di tecnici per arrivare a ridurre al massimo i rischi»
PESCARA. «La Riserva naturale pineta dannunziana non è in discussione e chi la metterà in discussione troverà me come baluardo». Non ha dubbi il sindaco Carlo Masci che, dopo l’incendio del primo agosto, ha pianificato il percorso da seguire in futuro, per «evitare che si ripetano episodi dello stesso genere, con conseguenze altrettanto drammatiche per la città e per il suo polmone verde». «La Riserva deve essere oggetto di manutenzione e ampliata, come avevamo già intenzione di fare riunificando i comparti. Ma ora, alla luce dell’incendio, mi chiedo come sarà possibile realizzare questo obiettivo», dice il primo cittadino. Si tratta di guardare avanti, di disegnare il futuro dell’area. «Non ho la pretesa di decidere io», spiega sempre il sindaco. «Serve l’ausilio degli esperti, considerando come punto di partenza la legge istitutiva della Riserva e proseguendo con il Piano di assetto naturalistico, confrontandoci con la Regione e con gli organi competenti».
Saranno proprio i tecnici a dare delle risposte al Comune. «Mi affiancherò di professionalità autorevoli, di competenze riconosciute a livello locale e nazionale, di esperti, per tracciare un percorso chiaro di ricostituzione del tessuto ambientale e di potenziamento», annuncia da Palazzo di città. Masci pensa alla «costituzione di un gruppo, un comitato» e anche se le tappe amministrative sono tuttora da valutare i tempi saranno «brevi». I tecnici dovranno fornire «consigli, soluzioni, pareri che guardino all’interesse dei cittadini». Dopo gli interventi tra favorevoli e contrari al mantenimento della Riserva, Masci mette a tacere le polemiche, tutte. «L’ambiente non ha colorazioni politiche, non può avercele», prosegue il sindaco. «Possono esserci dei pareri scientifici divergenti, e si è visto con la pandemia. Ma io non scendo in campo nello scontro politico». D’altronde, sottolinea Masci, è la stessa linea seguita fino ad ora perché «dopo aver tamponato l’emergenza i nostri tecnici, affiancati da esperti, hanno indicato quali piante eliminare. Ora, invece, si deve pensare alla ricostituzione, alla ricostruzione della pineta per le generazioni future facendo in modo che si riducano al massimo i rischi, trovando le formule adatte. In un momento in cui gli incendi si sviluppano ovunque, in tutto il mondo, e quindi il pericolo va ben oltre i confini di Pescara, bisogna capire cosa fare per evitare che una zona come la Riserva bruci facilmente, nei prossimi decenni, e che si creino disastri con conseguenze dal punto di vista ambientale, sanitario e sociale. Non posso rivedere le scene che ho visto il primo agosto, con le case a rischio e i residenti in fuga», aggiunge Masci.
Valutando il «momento storico» va individuata la «soluzione migliore per una riserva situata in una città urbanizzata come la nostra, che è la 14esima in Italia come densità abitativa». Masci spera che si ragioni, nella fase che si sta per aprire, «con lo stesso spirito che i pescaresi hanno dimostrato il giorno dell’incendio, quando sono scesi in strada con secchi e tubi da giardino per spegnere le fiamme» e vuole affiancarsi di professionalità «obiettive, libere».
Respinge le polemiche anche il vice sindaco Gianni Santilli e aggiunge che «non si può pensare di prendere decisioni affrettate. Il settore Verde pubblico del Comune sta elaborando una relazione sul prima e sul post-incendio, dopodiché saranno i tecnici a dirci cosa fare».

