Masci: «Sarò il sindaco che pianterà 100 alberi»

31 Dicembre 2019

Il primo cittadino traccia il bilancio dei suoi primi sei mesi di mandato e promette: «Il 2020 anno dell’area di risulta e del parco nord, Pescara sarà più bella e vivibile»

PESCARA. La fine dell’anno è anche un momento di bilanci e di valutazioni: Carlo Masci che voto si dà in occasione del suo primo Capodanno da sindaco?
«Il voto credo debbano darmelo i cittadini. Io posso solo dire che in questi primi sei mesi di mandato mi sono impegnato costantemente per la città senza prendermi un giorno di riposo. Ci ho messo tutto e il cuore e la passione possibile per fare di Pescara una città più bella e accogliente, per dare risposte e per mantenere fede alle promesse elettorali».
Ma da quello che ha percepito intorno a lei, che voto pensa che le possano dare i cittadini?
«Io ho avvertito un clima assolutamente favorevole, di grande rispetto per l’amministrazione. Mi riconoscono una grande presenza sul territorio, la gente mi ferma e mi ringrazia per l’impegno costante e per aver preso di petto una serie di temi, a partire dalla sicurezza, con gli sfratti degli abusivi o il maggior numero di vigili nelle strade, il presidio dei vigili urbani nell’area di risulta e il bando per le telecamere predisposto a tempo di record, che mette Pescara all’avanguardia in questo settore. Non dimentichiamo il decoro urbano che passa per la pulizia delle strade, dei tombini e dei cassonetti. E il sociale: l’ultimo provvedimento in ordine di tempo è il dormitorio per senzatetto, sul quale c’è stata ancora grande collaborazione con le associazioni».
C’è un’azione o un provvedimento del quale va particolarmente fiero in questo primo semestre da sindaco?
«Ce n’è più d’uno. Nelle periferie abbiamo dato un grande segnale di cambiamento con gli sfratti degli abusivi: c’è gente che è scesa in strada a ringraziarci. A me piace ricordare anche azioni che sembrano banali, come la pulizia dei tombini: sono tasselli fondamentali per il decoro urbano, che come detto sembrano banali, ma nella loro banalità non erano mai state fatte. Mi viene poi in mente quello che abbiamo fatto per il fiume e per il mare, per abbattere l’inquinamento».
Momenti difficili?
«Uno è stato l’alluvione di luglio. Eravamo appena insediati, e in una notte abbiamo messo in campo 150 persone dimostrando grande efficienza, e facendo trovare all’indomani una città pulita».
Dal punto di vista personale il momento più bello?
«Senza dubbio la vittoria delle elezioni: una soddisfazione immensa, perché quel voto forte ha dimostrato una grande fiducia dei pescaresi nei miei confronti».
Cosa darà il 2020 a Pescara?
«Sarà l’anno in cui faremo fare un salto di qualità alla città, partendo dall’area di risulta e dal pardo Nord».
Che augurio fa ai pescaresi?
«Che possano trascorrere nel migliore dei modi questo Capodanno e che il 2020 possa portargli tranquillità, serenità e soddisfazioni. Da parte mia c’è l’impegno totale e la voglia di fare Pescara sempre più bella e vivibile: voglio essere il sindaco che abbatterà edifici fatiscenti che sono anche fonte di degrado e disagio sociale, e che al posto di quegli edifici pianterà cento alberi».(a.r.)
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