Masci, Sos raccolto: misure straordinarie per aiutare i Comuni

Il sindaco: «Bene il sostegno alle imprese e alle famiglie, la liquidità serve per far ripartire una macchina bloccata»
PESCARA. «Sarà come dover far ripartire una macchina senza benzina. Senza il carburante, la macchina non riparte». Il sindaco Carlo Masci immagina già le difficoltà di Pescara per il blocco causato dal coronavirus. E pensa alle soluzioni, al carburante che va trovato e al serbatoio di riempire.
Ma ieri, l’appello dei sindaci è stato raccolto dal premier Giuseppe Conte che ha annunciato un gettito di 4,3 miliardi ai Comuni e 400 milioni aggiuntivi per consentire a chi non può permetterselo, di fare la spesa.
Nei giorni scorsi, il sindaco ha lanciato a Conte un appello su Facebook, per chiedere aiuti per la città, per i negozi, le imprese e tutto il mondo delle partite Iva. Ma ora entra più nel dettaglio, prefigurando scenari difficili anche per gli enti, e quindi per il Comune. «Si devono aiutare le famiglie e i piccoli imprenditori che da settimane non fanno altro che sostenere spese», dice il primo cittadino appellandosi di nuovo al governo, «quindi c’è bisogno di liquidità: si deve immettere liquidità per far ripartire la macchina bloccata, senza benzina». Come Comune stiamo aiutando le persone più disagiate: abbiamo messo in campo delle attività in questo senso, e continuiamo a farlo ma quello che stiamo vivendo e che si prospetta per l’avvenire non è un problema di servizi sociali, perché non si devono mettere le persone nelle condizioni di chiedere l'elemosina. Anzi, lo Stato deve dare dignità a tutti».
«Come Comune abbiamo rinviato tutto quello che c'era da rinviare, per quanto riguarda le scadenze a cui andavano incontro cittadini e imprese», dice ancora il sindaco, «e rinvieremo anche le rate di chi era già moroso e ha chiesto una rateizzazione. Quelli adottati non saranno gli ultimi provvedimenti in questo senso per andare incontro ai pescaresi, ma da qui a qualche settimana ci saranno dei buchi incredibili per il mancato pagamento delle tasse. E quindi l’immissione di liquidità non può riguardare solo le persone, perché qualcuno non avrà più i soldi per fare la spesa, ma anche gli enti». Masci sollecita «un piano di risanamento globale», che passi per l’individuazione di «risorse da destinare ai Comuni e alle persone, oltre a un fondo perduto per le imprese, che devono ripartire. Per sei mesi il governo deve mettere in sicurezza le famiglie e le attività. Da qui a un mese chi non avrà più un approvvigionamento difficilmente potrà pagare». Le prime scene di disperazione dettate dalle difficoltà sono state già registrate in altre parti d’Italia. Pensando a chi rischia di sprofondare, senza soldi, e magari già ora comincia a boccheggiare, Masci chiede di «trovare un reddito universale. Delle forme di aiuto sono state già trovate in altri momenti difficili della storia: bene, vanno attivate anche ora». Tutte richieste dettate dalla «situazione angosciante» derivante dall'emergenza. «Ma si deve aver pazienza e bisogna aspettare che producano il loro effetto le misure che sono state prese per contenere la diffusione del virus. Altrove abbiamo visto che i provvedimenti hanno avuto esiti positivi, e a chi mi chiede cosa accadrà, non posso che far arrivare una parola di conforto».

