Masci: supermarket e farmacie svolgano i servizi a domicilio

12 Marzo 2020

«Pescaresi, non uscite di casa». La Uil: «Ospedale in difficoltà, servono infermieri e operatori» 

PESCARA. Se “restare a casa” è la strada maestra (forse) per liberarsi da questo maledetto coronavirus, è necessario, secondo il sindaco Carlo Masci, che «tutti i supermercati e le farmacie si attrezzino con la spesa a domicilio» per aiutare coloro che seguono scrupolosamente le indicazioni ministeriali e si barricano nelle abitazioni in attesa che tutto passi.
Che non sono gli stessi che ieri mattina passeggiavano sul lungomare, complice la giornata calda e soleggiata, snobbando le direttive governative a rischio e pericolo di se stessi e degli altri.
L’emergenza è diventata pandemia, lo ha dichiarato l’Oms ieri. Gli ospedali italiani sono in affanno. Anche Pescara lo è perché da sempre fa i conti con la cronica carenza di infermieri, Oss (Operatori socio sanitari) e medici. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dagli operatori del 118, è la volta del sindacato Uil Fpl con il segretario provinciale Francesco Marcucci che in una lettera implora il direttore generale della Asl di Pescara Antonino Caponetti e il direttore degli Affari Generali Vero Michitelli ad attuare «misure straordinarie per l’assunzione del personale operativo, specializzandi e conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale sanitario» per fronteggiare una emergenza dilagante, seppure controllabile entro i parametri stabiliti dalla legge. «Se continuiamo così», conclude Marcucci, «con tutti i positivi al Covid 19 che arrivano, l’ospedale chiude. La situazione è al collasso».
Aiutare gli anziani indifesi e soli, le prime vittime di questo virulento massacro, è una priorità dell’amministrazione: «Non è accettabile vederli in fila per fare la spesa» ammonisce il sindaco Carlo Masci dal videomessaggio postato sui social ieri pomeriggio in cui rassicura la città «insieme ce la faremo, presto torneremo alla vita di tutti i giorni ma ognuno faccia la sua parte».
Quindi l’invito del sindaco «ai supermercati, farmacie, generi alimentari, ad attrezzarsi per portare la spesa a domicilio. In molti già operano in tal senso, ma se lo facessero tutti sarebbe un bel gesto di civiltà».
Masci ringrazia i pescaresi «per il grande senso di responsabilità che hanno mostrato» anche con lo sforzo di chiudere tutte le attività possibili, anche quelle, come parrucchieri ed estetisti, che difficilmente potrebbero rispettare la distanza di un metro dai loro clienti per lavorare.
Il «momento è difficile» dichiara il sindaco Masci e ricorda che il Comune ha messo in campo una serie di iniziative per dare un sostegno immediato ai cittadini. Una vettura gialla con l’altoparlante (la voce è di Masci) coordinata dalla Protezione civile, gira la città da ieri per informare la popolazione sui comportamenti corretti da tenersi in questa circostanza nuova per tutti. E ci si può iscrivere sul sito del Comune, alla voce “Emergenza coronavirus-restare informati” per avere info a getto continuo sugli sviluppi della situazione. Intanto, lavora a ritmi serrati il Coc (Centro operativo comunale) istituito nella sede del museo Colonna di via Gramsci da lunedì scorso. Il coordinamento del centro operativo è curato dall’assessore comunale alla Protezione civile Eugenio Seccia e dal dirigente del servizio di Protezione civile Carlo Maggitti.
Gli operatori del Coc, attivi dalle 7,30 alle 22, rispondono al numero 085 4283400. In due giorni, hanno ricevuto 220 chiamate (148 lunedì, 72 ieri) di cittadini (ai quali è vietato l’accesso al Coc per motivi di sicurezza) che avanzano richieste tra le più disparate.
Secondo il report reso noto dall’assessore Seccia, i cittadini «che vengono rassicurati», chiedono come fronteggiare il contagio, a chi rivolgersi al primo indizio di mal di gola, come ricevere la spesa e i farmaci a casa, (consegna gratuita contattando i numeri 800 189 521- 085 4283043-328 3061209), come e dove reperire le introvabili mascherine, come rientrare a casa nelle zone di quarantena, dove si trovano gli esercizi commerciali aperti, come gestire il flusso degli ospiti provenienti dalle zone rosse (ora lo è tutta l’Italia), come compilare e dove trovare i moduli per l’autocertificazione per spostarsi da un Comune all’altro.
In trincea oltre 50 volontari delle associazioni: ValPescara, Psicologi Popoli Abruzzo, Infinity Pescara, Modavi Pescara, associazione carabinieri, finanzieri e salvamento. Ieri ai centralini c’erano Marianna Micoletti, Chiara Mazzocchetti, Giovanni D’Alessandro, Danilo Crisologo, Marco Ruggieri, Katia Consorte, Luigina Splendiani, Giancarlo Celso.
Intanto, ieri sera Pescara sembrava in assetto di guerra. La città ha assistito, incredula e anche un po’ spaventata, al passaggio di numerosi carrarmati in uso agli addestramenti Nato del Defender Europe 20 che coinvolgerà 37mila soldati americani. I trasporti eccezionali dei mezzi, in arrivo dal Sud, sono transitati in città diretti al nord Europa dove si svolgeranno le esercitazioni. I mezzi, a causa del peso, non hanno potuto oltrepassare il viadotto Cerrano.