Masci: «Via chi provoca degrado» Ma i disperati tornano subito

7 Agosto 2019

Rimossi i bivacchi dei senzatetto in via Carducci e nei giardinetti di piazza Primo Maggio Ma dopo poche ore sul lungomare è tornato l’accampamento. Il sindaco annuncia controlli mirati

PESCARA. Pulizia, ordine, decoro. L’obiettivo sarebbe questo, per il Comune e la polizia municipale che ieri mattina è scesa in campo insieme al personale di Ambiente Spa per smantellare i bivacchi in centro e sul lungomare, facendo allontanare chi ha passato la notte sotto ai portici di via Carducci e nei giardinetti di piazza Primo Maggio o semplicemente stazionava lì, non avendo nulla da fare. Operazione riuscita, con la pulizia delle aree e la rimozione dei giacigli di fortuna messi su da disperati e vagabondi che non hanno un tetto sotto cui stare.
Ma è durato tutto poco: sono passate poche ore e la situazione è tornata esattamente la stessa, con il solito gruppetto a rilassarsi nell’area verde di piazza primo Maggio (fotoservizio Giampiero Lattanzio) come se nulla fosse accaduto e come se quella fosse una zona per i pic-nic: e quindi plaid allungati a terra (o, in alternativa, dei cartoni) per sdraiarsi all’ombra in costume e senza scarpe, brick di vino a portata di mano, carrelli della spesa usati come valigie a fianco, e indumenti stesi al sole, magari dopo aver fatto in bucato alla fontanella pubblica. Tutto come se fossero in aperta campagna e non in pieno centro, a fianco a un museo.
Ma il sindaco Carlo Masci vuole mettere fine a queste situazioni, che si ripetono ogni giorno in varie zone della città: oltre ai portici di via Parini, via Carducci e piazza Salotto, i senzatetto trovano sistemazione anche in via Orazio e sotto al ponte di legno che passa sul lungofiume. Situazioni note e arcinote che hanno già portato la municipale, e in particolare gli uomini del Gruppo di intervento operativo nucleo antidegrado (coordinati dal maggiore Danilo Palestini) ad eseguire sgomberi a ripetizione, con la bonifica delle aree da parte degli addetti alla pulizia della città e la rimozione di materassi e cumuli di rifiuti. Ma basta poco, anzi pochissimo, e lo scenario si ripresenta tale è quale, nella stessa area o a poca distanza. E si ricomincia tutto da capo.
«Pescara non può essere preda di balordi di ogni genere», dice il sindaco Masci commentando l’intervento di ieri in pieno centro. In particolare se la prende con «chi delinque e genera situazioni di degrado in città: queste persone devono andare via», prosegue. «Ogni giorno», fa notare, «la polizia municipale, in coordinamento con Ambiente Spa, interviene per rimuovere le situazioni di degrado presenti in città. Continueremo con operazioni sempre più mirate, aspettando che il Ministero ci autorizzi l'assunzione dei vigili stagionali», assicura il sindaco facendo presente che i nuovi addetti della municipale saranno usati «tutti per presidiare il territorio». Il discorso è diverso nei confronti di «chi entra nella rete di protezione sociale e rispetta le regole», aggiunge Masci parlando di chi ha davvero bisogno di assistenza. Queste persone sono «le benvenute», aggiunge il primo cittadino. Ma nei confronti degli «ubriachi molesti che bevono in strada» non ci sarà tolleranza: il fenomeno sarà «combattuto», dice il sindaco, e «strade e parchi saranno ripuliti dalle masserizie», grazie al personale di Ambiente.
L’azione di riqualificazione delle aree diventate appannaggio dei disperati annunciata ieri da Masci è una risposta agli appelli lanciati a ripetizione dai cittadini ma anche dai consiglieri comunali che due giorni fa hanno partecipato al sopralluogo della commissione Sicurezza del Comune, presieduta da Armando Foschi, nei giardinetti di piazza Primo Maggio dove è stato trovato anche un salottino allestito dagli incivili di turno. Foschi ha annunciato una lettera-esposto per riferire a prefetto, questore e sindaco la situazione registrata in quella porzione di verde che ciclicamente diventa punto di ritrovo e bivacco di persone senza arte né parte che trascorrono parte della giornata ad oziare e bere.
La risposta è stata immediata ma gli effetti sono svaniti in men che non si dica perché è stato sufficiente far allontanare gli agenti e, in qualche ora, l’effetto “salottino per disperati” si è ripresentato tale e quale. E si ricomincia da capo.