Masci: vigile fisso anche nelle strade dei bivacchi

1 Luglio 2020

PESCARA. «Parlando con i commercianti, non ho riscontrato allarmismi che qualcuno si affretta ad alimentare per pura strumentalizzazione politica. Ci sono persone moleste, spesso ubriache, che...

PESCARA. «Parlando con i commercianti, non ho riscontrato allarmismi che qualcuno si affretta ad alimentare per pura strumentalizzazione politica. Ci sono persone moleste, spesso ubriache, che stazionano sul limitare di via Silvio Pellico che devono essere controllate. Ma in generale, gli operatori economici mi hanno raccontato una condizione di sostanziale vivibilità, le criticità riguardano casi isolati di individui già noti alle forze dell'ordine. I negozianti hanno apprezzato la presenza di un agente fisso nel quartiere che da tempo controlla l'area di corso Vittorio Emanuele, che va da piazza della Repubblica fino al limitare del Conservatorio e piazza Santa Caterina. Per tale ragione potenzieremo questo servizio e lo estenderemo anche nei dintorni di piazza Martiri Pennesi, via Silvio Pellico fino a via Castellamare».
Se i commercianti protestano, come accaduto 4 giorni fa, per denunciare «bivacchi e degrado intorno alle loro attività», nel centro intorno alla stazione ferroviaria, il sindaco Carlo Masci «va a verificare la situazione di persona» e riferirà al prossimo comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in programma per oggi in prefettura. Ed è quello che ha fatto ieri mattina, accompagnato dal comandante della polizia municipale Danilo Palestini e dal maresciallo Lello Troiano, il vigile che «da un anno tiene il quartiere sotto controllo con solerzia e attenzione, migliorando la percezione della sicurezza».
DUE ORE IN GIRO Alle spalle, è lo stesso Troiano a riferirlo, un bagaglio di «16 anni di trincea nei quartieri difficili». Il tour del sindaco sotto un sole bollente comincia alle 11 dal terminal della stazione e finisce alle 13 in piazza Santa Caterina. Ma dei balordi nessuna traccia, più facile pizzicarli al tramonto.
Da piazza della Repubblica, munito di mascherina e rispettando il distanziamento, entra in tutte le attività che incontra: il bar, la farmacia, il negozio di telefonia, il kebab. Percorre a piedi quelle vie che, secondo le lamentele raccolte giorni fa dal consigliere regionale pentastellato Domenico Pettinari che ha radunato i contestatori alla stazione, sarebbero quelle più frequentate dai balordi. Pettinari ha denunciato il degrado della zona a opera di bande, prevalentemente composte da nigeriani e senegalesi, che si ubriacano, lasciano in giro residui di bevute (bottiglie abbandonate tra le piante e agli angoli delle strade), che bivaccano davanti ai negozi, schiamazzano e molestano i passanti. Scene ordinarie denunciate più volte negli anni dai negozianti, talvolta sfociate in arresti e remissioni lampo in libertà dei teppisti di turno.
LA PENSILINA DEL BUS Da monitorare sarà soprattutto quella «pensilina del bus vicino a piazza Martiri Pennesi che nel tempo, mi dicono, è divenuta più un luogo di aggregazione che un punto di attesa del bus, e di questo parlerò con la società Tua», rivela Masci, per trovare una soluzione, che potrebbe sfociare anche in uno spostamento della struttura altrove. Per ora è solo una ipotesi. Il sindaco tende a smorzare i toni delle polemiche. «Non è il caso», dice, «di alimentare conflitti e tensioni, laddove non ce n'è bisogno».
IL VIGILE DI QUARTIERE Masum è il titolare del kebab Mahek Donner all'angolo tra piazza Martiri e corso Vittorio. Fermo sulla porta e con i clienti ai tavoli, racconta al sindaco che «questa zona è spesso teatro di risse». E Masci lo invita a chiamare telefonicamente il vigile di quartiere ogni qual volta avverte il pericolo. Ci tiene a chiarire un passaggio, il primo cittadino: «L'amministrazione c'è e ci sarà perché, nonostante che non abbia competenza diretta riguardo all'ordine e alla sicurezza pubblica, non intende rinunciare al suo ruolo sussidiario a tutela degli operatori economici a cui vogliamo essere molto vicini in un momento delicato come questo di ripartenza post-Covid, che non è agevole ma che dobbiamo affrontare con coraggio».
I NIGERIANI La perlustrazione prosegue fino alla strada parco, all'altezza del Conservatorio D'Annunzio e ritorno fino a piazza Santa Caterina. Qui il poliziotto di quartiere incontra un paio di nigeriani. Gli vanno incontro sorridenti: «Ciao, zio», così lo chiamano. La presenza del vigilante, che pattuglia la zona a tutte le ore, incute timore e rispetto. Promise, nigeriano di Montesilvano, lo rassicura: «Non ti preoccupare marescià, non facciamo casino, non ci ubriachiamo, non succederà nulla».