Mascia: il centrodestra ha pagato l’astensionismo

Il sindaco uscente: «Nel 2009 eravamo compatti, quando non si è uniti non si vince Alessandrini eletto in maniera chiara, ma ha votato solo un quarto degli elettori»
PESCARA. «Marco è stato eletto in maniera chiara, ma va anche detto che ha votato un quarto degli elettori». Sono le prime parole pronunciate dal sindaco uscente, Luigi Albore Mascia, a mezzanotte e mezza circa, nella sala consiliare del Comune, un’aula che lo ha visto protagonista dal 1988, come consigliere comunale, con gli ultimi cinque anni passati da primo cittadino. Mascia ha dunque riconosciuto subito la vittoria dell’avversario, Marco Alessandrini, pochi minuti dopo aver lasciata la sua abitazione, dove ha seguito le prime proiezioni. Rilassato, in giacca, ma senza cravatta, Mascia ha colto anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Noi adesso faremo un’opposizione costruttiva, diversamente da come hanno fatto con me», ha sottolineato. «Alessandrini non meriterebbe ciò che è stato attuato nei miei confronti. La città va costruita e non indebolita». Poi, a caldo, ha anche analizzato il voto di ieri. «Dal dato che è emerso, sommando i voti che le forze del centrodestra hanno preso al primo turno, si può pensare», ha spiegato Mascia, «che l’astensionismo abbia penalizzato proprio il centrodestra. Quando non si è uniti non si vince», ha rimarcato l’ormai ex sindaco riferendosi alla divisione al primo turno tra lui e l’altro candidato del centrodestra, Guerino Testa. «Nel 2009 andammo tutti uniti e compatti e infatti vincemmo. Poi c’è stato sì un ricompattamento vero, per il doppio turno di oggi, ma il gap si era già creato al primo turno. Tuttavia, la storia non si fa con i se», ha concluso, mentre da piazza Italia era già arrivato, seguito anche da alcuni tifosi del Pescara, il neosindaco Alessandrini. E che ieri sarebbe andata così, per Albore Mascia, lo si era già intuito intorno alle 23 e 30, con l’aria mesta che tirava nel comitato elettorale del candidato, in via Carducci. Smartphone all’orecchio degli attivisti, il risultato della prima sezione pervenuta alla dozzina dei presenti ha lasciato senza parole: 138 voti ad Alessandrini, 96 a Mascia.
A rompere il silenzio, tra un bottiglia di cedrata, una di chinotto e una di spumante (rimasta chiusa), un commento di Lorenzo Sospiri, davanti alla tv accesa, quando Marinella Sclocco (Pd), in predicato di rientrare in consiglio regionale, ha affermato che «Mascia ha realizzato delle opere a Pescara, ma è stato lontano dai cittadini». «Ha ragione», ha chiosato Sospiri.
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