Massima allerta in Italia Più controlli alle frontiere

Riunito ieri il comitato per l’ordine e la sicurezza. Renzi: «Vinceremo la sfida» A Roma arrivano 700 militari. Monitoraggio nelle carceri per rischio proselitismo
ROMA. «Sul fronte dell’immigrazione sarebbe contro-intuitivo escludere che ci possa essere qualche infiltrazione». Il giorno dopo la strage di Parigi, con le bandiere a mezz’asta al Quirinale e a Palazzo Chigi, Angelino Alfano ammette che il rischio di infiltrazioni terroristiche è reale e non può essere sottovalutato. Il ministro dell’Interno lo dice al termine del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza che ieri è stato presieduto da Renzi e che ha varato un nutrito pacchetto di misure anti-terrorismo.
«Abbiamo elevato l’allerta al secondo livello, quello che precede il massimo che equivale a un attacco in corso» dice il ministro, spiegando che il secondo livello consente l’assetto operativo dei reparti speciali delle forze dell’ordine con possibilità di intervento immediato e la possibilità di utilizzo dei reparti speciali delle forze armate. Parole secche quelle del ministro Alfano. Parole che trasmettono il pericolo di attacchi terroristici anche in Italia. «Nessun paese è a rischio zero. Lo abbiamo sempre detto e oggi abbiamo rafforzato questo concetto» aggiunge il titolare del Viminale, spiegando che un paese come l’Italia si deve tenere pronto per qualsiasi evento.
Tra le decisioni assunte ieri c’è l’invio di 700 militari a Roma in anticipo sul contingente già previsto per il Giubileo, un’intensificazione dei controlli sul territorio e un rafforzamento straordinario dei controlli alla frontiera. È stato deciso inoltre di monitorare le carceri per ridurre i rischi del proselitismo. «Fino a questo momento l’Italia è riuscita ad evitare e a prevenire gli attacchi dell’Is ma» avverte Alfano «lo sforzo di prevenzione non è destinato a eliminare il rischio ma solo a diminuire il coefficiente di rischio». La capitale resta comunque la città più vulnerabile e il ministro dell’Interno spiega perché: «Lo speciale rischio di terrorismo a Roma l’abbiamo sempre considerato proprio per la presenza del Papa».
Una minaccia specifica, però, non c’è. A dirlo con chiarezza è Matteo Renzi che ieri ha riunito a palazzo Chigi i capigruppo di maggioranza e opposizione. «Compito di chi governa è quello di dire con chiarezza agli italiani che non abbiamo minacce circostanziate ma l’attacco di Parigi è un cambio di passo della minaccia terroristica in Occidente. Quello che sta accadendo è il tentativo di mettere in discussione un modello di vita» dice il premier, spiegando che l’opinione pubblica è «scossa» e deve sentire l’Italia «unita».
Sugli attacchi terroristici di Parigi, domani il governo dovrebbe riferire in Parlamento. E, nell’attesa, Renzi fa appello alla responsabilità di tutti davanti a una sfida che «durerà anni». Una sfida che non spaventa il governo. «Non sarà semplice, penso che non sarà breve. Ci vorranno mesi, forse anni, occorrerà tutta la nostra forza, tutta la nostra determinazione e le risorse necessarie ma vinceremo questa sfida epocale. La libertà è più forte della barbarie» assicura il presidente del Consiglio, che chiede unità nella lotta al terrore.
Forza Italia e Lega attaccano. «Mi aspetto che Renzi dica che gli aerei italiani da stanotte partecipano ai raid in Siria contro l’Is» dice il governtore della Liguria Giovanni Toti. A spiegare che l’unica soluzione è l’intervento militare è anche e soprattutto il leader della Lega Matteo Salvini: «Bisogna intervenire con la forza dove nasce il terrorismo islamico, in Siria, in Libia. L’Italia ha 30 missioni in giro per il mondo, andiamo da chi ci ha dichiarato guerra. Chi non fa niente è complice dei terroristi».
Al coro si aggiunge Silvio Berlusconi che vede il rischio di una «terza guerra mondiale» e punta il dito contro l’Ue e non solo: «Sono mesi che Putin sollecita una coalizione che intervenga militarmente contro il Califfato ma siamo di fronte a una vera carenza di leadership nel mondo occidentale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

