Matrimoni falliti, pratiche più rapide

6 Ottobre 2018

Inaugurato in via Vespucci il tribunale diocesano. Snellirà gli annullamenti

PESCARA. È stato inaugurato alla presenza dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti il tribunale diocesano di Pescara-Penne, nato per rispondere con tempi più brevi, e con meno burocrazia, a tutte quelle persone coinvolte in matrimoni “in difficoltà”. A disposizione, più di dieci professionisti tra giudici, difensori del vincolo e promotori di giustizia. Fino a poco tempo fa, infatti, per ottenere l'annullamento occorreva rivolgersi al tribunale di Chieti, che rappresentava il punto di riferimento per le regioni di Abruzzo e Molise. Adesso invece, con l'inaugurazione della struttura nata in via Vespucci, Pescara avrà la sua autonomia, come spiega il presidente del tribunale don Maurizio Buzzelli: «Ci rivolgiamo a quei matrimoni irrimediabilmente falliti. Dietro ogni fallimento quasi sempre c’è un motivo d’invalidità del sacramento del matrimonio. Se la chiesa riesce ad appurare che esiste, allora si procede alla dichiarazione di nullità. Papa Francesco ha voluto che ogni diocesi avesse il suo tribunale in modo da essere più vicini ai fedeli. Quando c’era solo Chieti, da Pescara arrivava circa il 35 per cento delle cause. In questo modo riusciamo a snellire i tempi e a dare risposte più veloci». Poi parla delle modalità di accesso, soprattutto per quanto riguarda i meno abbienti: «Si fanno delle valutazione e, a chi non può permettersi i costi del procedimento, pensa la diocesi. Altrimenti, le spese processuali hanno un costo di 525 euro a cui aggiungere l’onorario dell’avvocato che può andare da un minimo di 1.500 ad un massimo di tremila euro».
Come detto, Pescara fa registrare numeri importanti in questo campo, come conferma don Buzzelli: «Negli ultimi tre anni sono state circa 40 le cause proposte per la dichiarazione di nullità del matrimonio. Da quando il nostro tribunale è attivo, parliamo dello scorso giugno, sono state già 12 le cause iscritte al ruolo, nonostante ci sia stata di mezzo l’estate con il periodo di chiusura».
Quindi guarda al futuro, dove conta di ottenere i primi risultati: «Ritengo che già intorno alla metà del mese di novembre il tribunale potrà emettere la prima sentenza sui casi già proposti, mentre in primavera riusciremo a rispondere anche a quelle cause per le quali è stato necessario l’intervento di un perito».
(a.d.s.)
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