Matrimonio e subito al voto: vanno al seggio in abiti nuziali

26 Settembre 2022

TERAMO . Prima il sì che vale una vita e poi la corsa al seggio per il voto sul nuovo Governo. Nel giorno delle nozze Deborah e Marco, novelli sposi di San Nicolò a Tordino, non hanno voluto mancare...

TERAMO . Prima il sì che vale una vita e poi la corsa al seggio per il voto sul nuovo Governo. Nel giorno delle nozze Deborah e Marco, novelli sposi di San Nicolò a Tordino, non hanno voluto mancare all’appuntamento con le urne per esercitare il loro diritto-dovere di esprimersi su chi sarà chiamato a guidare il Paese nel prossimo quinquennio. Celebrato il rito religioso che ha sancito la loro unione in matrimonio nella suggestiva chiesa di Campovalano di Campli, i coniugi ancora in abiti da cerimonia sono stati accompagnati in auto alla sezione 46 di San Nicolò, la frazione più popolosa del comune di Teramo, dove entrambi sono residenti, per farsi consegnare schede elettorali e matite e scegliere i nuovi deputati e senatori da mandare in Parlamento. Il loro è stato un bell’esempio di senso civico, in una tornata elettorale caratterizzata da un netto calo di affluenza alle urne, prima delle foto da tenere dell’album di famiglia e del ricevimento con i parenti per festeggiare l’unione.
A parte questo curioso episodio, nei seggi del capoluogo e della provincia non si sono registrati problemi o situazioni particolari. In mattinata sono andati a votare, nelle rispettive sezioni di appartenenza, i candidati teramani alla Camera, nella quota proporzionale, la teramana Stefania Di Padova (Pd) e il rosetano Giulio Cesare Sottanelli (lista Calenda). C’è stato tanto da lavorare nell’ufficio elettorale del Comune, in piazzale San Francesco, dove per tutta la giornata è rimasta costante la fila degli elettori andati a ritirare il certificato da presentare ai seggi per votare e che avevano smarrito o riempito in tutti gli spazi riservati ai timbri. Nonostante l’affollamento, la consistente presenza di personale mobilitato dall’amministrazione ha consentito il rilascio delle tessere con tempi di attesa molto brevi.
Nei seggi del centro a Teramo, a dispetto della diminuita partecipazione al voto, si è registrato qualche affollamento soprattutto nelle ore centrali della mattinata e in prossimità dell’orario di chiusura.
Alle 23 la percentuale definitiva dell’affluenza in provincia è stata del 63,74% (75,70% nel 2018). A Teramo città è andato al voto il 66,43% (76,78% il precedente); a Giulianova il 62,61% (74,90% nel 2018); a Roseto il 62,54% (74,43% il precedente); ad Alba Adriatica il 61,19%(74,83% nel 2018), a Tortoreto il 61,07 (72,62% il precedente); a Silvi il 58,55% (72,45% nel 2018).
Il sindaco di Teramo (e presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni) Gianguido D’Alberto in serata ha commentato così il drastico calo dell’affluenza alle urne registrato alle 19: «È un calo che era nell’aria, si percepiva, ed è la spia che al di là del risultato politico quello che deve interessare le istituzioni è recuperare la partecipazione e il coinvolgimento degli elettori. Certamente contano i fatti politici degli ultimi mesi ma conta anche la legge elettorale. Era evidente che bisognava ritoccare questa legge ma per opportunismi e convenienze non è stato fatto. Va assolutamente adeguata al nuovo assetto costituzionale perché innanzitutto non è rappresentativa, e su questo aspetto il territorio teramano ha pagato più di altri, e poi non garantisce la governabilità». (d.v.-g.d.m.)