Mattarella applaude Pescara: «La cultura una grande risorsa»

Il capo dello Stato inaugura il museo Imago: «Essere qui per me è una felice opportunità»
PESCARA. «Pescara è una città splendida». Cinque parole, pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sulla terrazza dell’Imago Museum a Pescara, che suonano come una dichiarazione d’amore per il capoluogo adriatico, ma che può essere estesa a tutto l’Abruzzo, e ricambiata calorosamente dai cittadini pochi minuti dopo il brevissimo discorso del capo dello Stato all’interno del nuovo museo. La cultura è il cordone ombelicale che ha riportato Mattarella nuovamente in Abruzzo. E le centinaia di persone, assiepate tra corso Vittorio Emanuele e corso Umberto I, non hanno fatto mancare il loro calore, e lanciano anche una richiesta esplicita per un suo secondo mandato.
L’ABBRACCIO
DI PESCARA«Visitare l’Imago Museum è stata una felice opportunità», ha detto Mattarella in un breve discorso sulla terrazza del nuovo museo di arte moderna e contemporanea, «anche se ho dovuto farlo velocemente, però esprimo un grande apprezzamento». Il museo, che espone opere di arte moderna e contemporanea, ha aperto al pubblico già da qualche mese, ma ieri è stato inaugurato ufficialmente alla presenza del capo dello Stato. Una visita piuttosto fugace in Abruzzo, condensata nell’arco di poco meno di due ore, e curiosamente contemporanea a quella del presidente del Consiglio Mario Draghi all’Aquila, per l’inaugurazione del Parco della Memoria. Un doppio evento che ha puntato i riflettori mediatici e istituzionali sulla regione partendo da spunti radicalmente diversi. All’Aquila il ricordo delle vittime del sisma del 2009, a Pescara la rinascita della cultura.
L’IMPORTANZA
DELLA CULTURA
«Ci sono circostanze di calamità naturali, come un terremoto, eventi drammatici come la pandemia, che inducono a ritrovare la ragione della reciproca solidarietà», ha detto Mattarella, «e inducono anche a rivolgersi agli aspetti più importanti della convivenza civile, e la cultura è uno di questi. Con l’inaugurazione di questo nuovo museo, si è cercato di fare proprio questo». Mattarella ha trovato un centro di Pescara blindato e alcune centinaia di persone assembrate dietro le transenne ad accoglierlo. C’erano anche alcuni studenti degli Istituti comprensivi 3 e 4 di Pescara, muniti di bandierine tricolori per salutare il Presidente. Molta gente si è affacciata dai balconi vicini per salutare l’arrivo del capo dello Stato e c’è anche chi ha esposto il tricolore.
Erano tutti a caccia di un suo sorriso, di una sua frase o di un semplice saluto. Mattarella è arrivato intorno alle 11 nel centro di Pescara, come da programma, e ha salutato il sindaco, Carlo Masci, il presidente della regione Marco Marsilio, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri e anche l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, tra gli altri. «Ormai lei è di casa in Abruzzo», ha sussurrato Marsilio al Presidente, appena sceso dalla sua auto. L’ultima visita di un capo dello Stato a Pescara è datata 24 settembre 1999, ormai 22 anni fa, quando arrivò Carlo Azeglio Ciampi. Ma Sergio Mattarella non è nuovo alle visite sul territorio abruzzese e la città di Pescara, per sua stessa ammissione, gli piace particolarmente. Forse anche per questo avrà sentito aria di casa, un’atmosfera che si è condensata ed è esplosa nella parte finale della sua visita abruzzese.
LA VISITA
NEL MUSEO
All’inizio del tour istituzionale, è stata scoperta un’epigrafe di marmo commemorativa, dedicata proprio alla visita del presidente e benedetta dall’arcivescovo Valentinetti. Il tempo di un saluto da lontano ai piccoli studenti e via, a passo veloce, dentro la nuovissima struttura in pieno centro a Pescara. Tra gli Impressionisti scandinavi, le opere di Andy Warhol e quelle di Mario Schifano, Pescara ha fatto breccia nel cuore del Presidente sfruttando il cordone sensuale della cultura e dell’arte: «Il Presidente mi ha detto che è innamorato delle spiagge di Pescara», ha detto il sindaco Masci, «ma ha anche aggiunto che, da oggi (ieri per chi legge), avrà un motivo in più per apprezzare la nostra città». La visita nel museo, troppo breve per ammissione stessa del Presidente, si è chiusa con un brevissimo discorso, sulla terrazza dell’Imago Museum. Poche parole, un saluto alle autorità presenti e più di un occhiolino strizzato alla Regione che lo ha accolto con tanto calore, seppur per un paio d’ore.
IL CALORE
DEL POPOLOIl culmine emotivo della visita di Mattarella, a Pescara, è stato raggiunto proprio all’uscita dal museo, quando il tour artistico era appena terminato e l’auto del Presidente era già pronta per schizzare via lungo corso Vittorio Emanuele deserto, direzione aeroporto.
Il capo dello Stato si è avvicinato alle transenne per ricambiare il saluto dei suoi cittadini, si è anche concesso per qualche scatto ai tanti fotografi presenti e dalla folla si è alzato un grido: «Non lasci il Quirinale». Mattarella ha accennato un sorriso, mal coperto dalla mascherina che non è riuscita a frenarne le pieghe del viso. La folla si è improvvisamente zittita e la frase è rimasta sospesa, come fosse un tuono nel mezzo di una visita che non avrebbe dovuto lasciare scorie politiche. Mattarella non risponde, avrebbe tanto da dire ma non vede l’ora di riposarsi dopo sei anni logoranti e un semestre bianco ancora da terminare. Ma questa è un’altra storia. Ieri ha solo raccolto l’abbraccio spontaneo di una Regione intera.

