Mauro: è un settore trainante per l’economia della regione

PESCARA. Professor Pino Mauro, economista, che cosa ne pensa dei dati sulle vendite dei veicoli commerciali di Stellantis che scaturiscono da questa elaborazione di Dataforce e dai quali emerge che...
PESCARA. Professor Pino Mauro, economista, che cosa ne pensa dei dati sulle vendite dei veicoli commerciali di Stellantis che scaturiscono da questa elaborazione di Dataforce e dai quali emerge che il gruppo dell’automotive è in testa?
«I brillanti risultati che emergono sono abbastanza incoraggianti anche in riferimento al nostro territorio. Del resto poco tempo fa lo stesso gruppo aveva manifestato grande interesse nel potenziamento del territorio abruzzese sia in termini di ricerca e sviluppo e sia di passaggio verso nuovo modelli di produzione».
Ma questa volontà imprenditoriale da sola è insufficiente...
«Infatti questa volontà deve essere accompagnata e stimolata fortemente, come ha detto ultimamente il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, perché l’automotive svolge un ruolo essenziale e indispensabile per l’economia abruzzese».
Professore, quali sono i motivi di questa affermazione?
«Sono numerosi. Intanto la forte presenza sui mercati internazionali dell’automotive testimonia il tasso di competitività della nostra regione negli scambi con l’estero. Secondo: questa presenza, per la sua capacità innovativa, incoraggia e favorisce la nascita e l’affermazione di un indotto moderno, composto in gran parte da piccole imprese che partecipano al processo produttivo. Spesso queste piccole imprese pensano anche ad adeguarsi alle esigenze tecniche e organizzative del settore. Ciò consente di innalzare la qualità del territorio».
Il tutto con ovvie ripercussioni sui posti di lavoro...
«Chiaramente pare evidente l’importanza dei livelli occupazionali che vengono garantiti: ciò sia per l’occupazione e anche per il reddito delle famiglie che, a loro volta, alimentano un processo moltiplicativo».
Ma l’Abruzzo è anche una regione che può vantarsi di dati importanti in questo settore?
«Certo. La rilevanza dell’automotive dipende anche da un altro dato che di solito viene trascurato: qui c’è un indice di specializzazione dell’automotive superiore di tre volte quello nazionale. Ciò testimonia il senso dell’importanza di questo settore».
Ci dia qualche dato sull’economia della regione riferita proprio all’automotive...
«L’Abruzzo esporta circa 9 miliardi di euro: fino a pochi anni fa, prima dello stop dovuto alla pandemia e alla guerra che ha interrotto le forniture con ripercussioni sulle componenti intermedie, i mezzi di trasporto coprivano oltre il 50% dell’intera esportazione abruzzese. È un dato che fa la differenza. Il settore dei mezzi di trasporto è diventato un punto cardine e trainante dell’economia abruzzese».
Che cosa ne pensa della mancanza di componentistica? L’ex Sevel, dopo il ricorso in passato a tanti giorni di cassa integrazione per i reparti fermi nelle produzioni, ha annunciato nelle ultime ore di dover anticipare di due giorni le ferie collettive estive e di rinviare di un giorno il rientro il fabbrica dopo il periodo di stop.
«La mancanza di componentistica è un problema serio. La crisi ha interrotto l’espansione e l’incidenza nel primo trimestre 2023 è di poco superiore al 32% proprio per l’interruzione della componentistica: siamo al 18% in meno. Parliamo di incidenza sul totale. L’importante è che il tutto riprenda vigore
Quale scenario prevede?
«C’è grande consapevolezza in giro da parte di tutti: governo, regione, sindacati. C’è la sensazione di considerare il tutto in una grande prospettiva».
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