Maxi mutuo per la sede regionale Il voto slitta. Scontro Pd-Masci

7 Agosto 2024

Il piano del centrodestra su un indebitamento di oltre 50 milioni di euro sarà esaminato il 27 agosto Lettera di Blasioli ai vertici della Regione: «Chiarezza sui numeri». Il sindaco: «Faremo tutti i lavori»

PESCARA. Slitta il voto sul maxi mutuo da almeno 50 milioni di euro per costruire la sede unica della Regione Abruzzo sull’area di risulta. La seduta del consiglio regionale di ieri, in cui il centrodestra avrebbe dovuto dare il via libera «al ricorso all’indebitamento» per realizzare il palazzo su un ettaro di terreno, è stata aggiornata al prossimo 27 agosto: altre tre settimane di attesa mentre il caso della grande opera per cambiare faccia al centro di Pescara resta al centro dello scontro politico. Il sindaco Carlo Masci non vuole fare passi indietro: «Noi faremo quello che abbiamo promesso in campagna elettorale, lo faremo nel tempo giusto, perché, dopo 37 anni, Pescara merita di vedere riqualificata la sua area più preziosa, e sapremo anche gestire gli inevitabili disagi causati dai lavori, creando parcheggi sostitutivi rispetto a quelli persi. Alla fine del percorso», assicura il sindaco, «avremo una città più bella, più verde, più accogliente».
L’articolo 14 della legge di assestamento di bilancio è chiaro e resterà uguale fino al 27 agosto quando sarà messo al voto: per realizzare la sede nell’area di risulta, «l’ente potrà autorizzare il ricorso all’indebitamento». Ma, almeno adesso, nessuno sa dire con certezza quanto costerà il palazzo della Regione nel cuore di Pescara: l’articolo 14 parla di «successivo provvedimento normativo previa puntuale quantificazione dei connessi oneri e in presenza delle condizioni di legge». Per questo, lunedì scorso, il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli ha scritto una lettera all’ingegnere regionale Giancarlo Misantoni, responsabile unico procedimento del progetto della sede unica della Regione nel centro di Pescara: «Le chiedo», recita la lettera, «le dimensioni della sede, il numero dei parcheggi pertinenziali realizzati per i dipendenti e i fruitori e la somma necessaria e come verranno realizzati la viabilità di accesso alla sede, comprensiva della quantificazione economica». Domande da almeno 50 milioni di euro, questa la cifra stimata per costruire soltanto la sede.
I numeri del palazzo della Regione sono decisivi: il progetto dell’area di risulta, da attuale distesa d’asfalto con quasi 2.400 posti auto a polmone verde, prevede un parco centrale di circa 6 ettari, due silos per i parcheggi, un parcheggio sotterraneo e la sede regionale. Finora ci sono 20 milioni di disponibili.
Sono almeno tre i punti critici sollevati dal Pd: «L’esatta volumetria della sede, che come sappiamo non accorperà tutti gli uffici, è un elemento importante», spiega Blasioli, «per capire quanto costeranno la progettazione e la realizzazione dell’opera, e quindi se i 52 milioni di cui si parla saranno o meno sufficienti. Questo aspetto tra l’altro non è stato chiarito neanche in sede di valutazione preliminare al Comitato Via, che avendo esaminato il progetto con lo stralcio della sede non si è mai pronunciato sul blocco di cemento prospettato. Il parere fornito dal Comitato riguarda solo i 15,9 milioni di euro di lavori preventivati, non la sede vera e propria, che ne costerebbe almeno 52 di milioni e, ricordiamo, sostituisce 9mila metri quadrati di verde». Il secondo nodo riguarda i parcheggi a servizio della sede regionale: «Non è dato sapere», dice Blasioli, «se la Regione Abruzzo contemplerà la realizzazione di parcheggi specifici per i circa 800 dipendenti regionali e per tutte le persone che ogni giorni si recheranno nei propri uffici. E non è un fatto di poco conto», sottolinea il consigliere, «data la necessità di preservare da progetto all’interno dell’area di risulta almeno duemila posti auto per la cittadinanza». Il terzo fronte è un’altra domanda senza risposta: nella lettera inviata a Misantoni, Blasioli chiede «di conoscere quanto verserà la Regione per l’area di 9mila metri quadrati al Comune di Pescara». E il consigliere aggiunge: «Stando alle intese e convenzioni intercorse tra Regione Abruzzo e Comune di Pescara, non è prevista alcuna corresponsione economica per il terreno in cui verrà realizzata la sede regionale. Eppure parliamo di un’opera che inciderà in maniera rilevante su casse e patrimonio comunali, dunque com’è possibile che vengano ceduti alla Regione 9mila metri quadrati dell’area di risulta senza avere in cambio neanche un euro? Senza considerare il conseguente sovraccarico di traffico e di tutti i servizi, da quello fognario a quello energetico. Su questo aspetto», conclude, «il sindaco Masci è del tutto silente».
Masci non risponde nel dettaglio ma parla dell’impatto politico di un’opera attesa: «I pescaresi hanno rieletto il sindaco Masci e la sua coalizione, hanno accolto la proposta del centrodestra di realizzare nell’area di risulta un grande parco, i parcheggi a silos e sotterranei, la sede istituzionale della Regione Abruzzo. Noi stiamo facendo proprio quello», dice il sindaco, «ma l’opposizione, invece di portare avanti una critica costruttiva, che ascolteremmo volentieri se fosse migliorativa del nostro progetto, non fa altro che denigrarlo, insistendo su una ipotesi progettuale che è stata già bocciata dell’elettorato».