Maxi raduno di famiglia: arrivano 90 Di Giosaffatte

Da tutto il mondo oggi a Picciano: una saga lunga 298 anni e dieci generazioni
PESCARA. Daniele ha sei mesi ed è l'ultimo nato della numerosa famiglia dei Di Giosaffatte. In principio, nel 1720, in contrada Collemaggio a Penne, il primo nucleo familiare fu quello di Donato e la sua sposa Angelica Di Carlo. La più anziana vivente è Maria, 90 anni.
Un albero genealogico lungo 4 metri racconta 298 anni di storia e dieci generazioni di una grande stirpe, sparsa in tutto il mondo, con 193 persone citate (103 maschi e 90 femmine), 135 foto, 67 famiglie complessive, 35 luoghi di nascita e di morte.
Santino Di Giosaffatte, classe 1938 (21 aprile), originario di Penne come tutto il casato, da 43 anni residente ai Colli (Gesuiti) con la moglie Marcella Acerbo, ci ha impiegato 48 anni a raggruppare foto, vite e storie, degli antenati.
Lo striscione, zeppo di nomi e date, archiviati puntigliosamente su computer, sarà srotolato nel corso della quarta edizione (le altre tre nel 2003, 2008, 2013) del raduno di tutti (o quasi) i Di Giosaffatte del mondo, che quest'anno si svolge oggi al ristorante Gabrielino di Picciano, nell'area vestina.
Saranno presenti una novantina di loro, in rappresentanza delle famiglie residenti a Pescara, Penne, Castelli, Lanciano, Silvi, Loreto Aprutino, Collecorvino, Spoltore. Fuori regione, da Pesaro, Bologna, Corridonia e dall'estero Toronto (Canada), New Jersey (Stati Uniti). Il più conosciuto è Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara.
Si sono visti cinque anni fa, si racconteranno ancora, si conosceranno anche attraverso il materiale documentale e i filmati preparati da Santino, padrone di casa per l’occasione. Intoneranno canti tipici abruzzesi, degusteranno prelibatezze nostrane e incontreranno i nuovi nati, come Daniele, venuto alla luce a Pescara il 5 marzo 2018, coccolato da papà e mamma Marco e Roberta D’Amore. Santino Di Giosaffatte, 80 anni, è figlio di Romualdo e Bambina Evangelista, terzo di 4 figli, con Benedetto, Vincenzo e Anna. Fino all’età di 16 anni è vissuto in contrada Pluviano a Penne. Poi è andato a imparare i mestieri a Montebello da Battaglia (Pavia) ed è approdato a Pescara.
Qui ha lavorato come docente di meccanica al Don Orione e ha sposato Marcella nel 1967 nella chiesa di San Pietro a Loreto. La cerimonia è stata officiata da don Mario Mistri. La coppia ha due figli: Luigi, ingegnere di 50 anni e Valentina, docente di 46. Santino andrà a lavorare a Palermo, al Ciapi di Chieti Scalo, ad Avezzano e a Rio de Janeiro. Nel frattempo, nel 1970, inizia a cercare le sue radici grazie «agli aneddoti che mi raccontava sempre la zia Maria Giuseppa, sulla nostra famiglia».
Spinto dalla curiosità, comincia a spulciare documenti all’archivio vescovile di Penne, all’archivio di Stato di Pescara («dove mi sono imbattuto anche in uno scritto in latino di un miracolo avvenuto a Villa del Fuoco molto prezioso per le mie ricerche») e setaccia il web alla ricerca dei suoi avi nel mondo. Un albero genealogico si prepara «partendo da se stessi».
Le sue indagini risalgono fino al 1720 e si fermano a Donato e Angelica, che da Collemaggio si trasferiranno a Porta Caldaia. «Nella contrada, infatti», spiega Santino, «si registrano le nascite di Gabriele, il 27 aprile 1886 e della sorella Maria Giuseppa, il 14 luglio 1899, figli di Antonio e Carmela D’Addazio» spiega Santino. Prima di quel tempo, nel 1622, si ha traccia di alcuni Di Giosaffatte «non ricollegabili alla nostra famiglia». Nei registri archivistici scopre che il 6 ottobre 1667, nasce un tal Giosafatto «figlio di incerto padre e di certa madre» ma nel documento non si fanno nomi.
Una data, un numero, un volto, una foto. Giorno per giorno, anno per anno, Santino (in pensione dal 2003, anno del primo raduno e aiutato dal genero Mauro) annota, ricostruisce, archivia tutto maniacalmente su un database e scopre mille curiosità: i Di Giosaffatte nascono maggiormente nel mese di aprile, i più numerosi tra il 1960 e il 1969, i più longevi sono Romualdo (suo padre) e il fratello Umberto che hanno raggiunto i 95 anni di età, 7 mesi e 27 giorni. Un altro fratello, Angelo, 95 anni, 7 mesi e 17 giorni. Dieci giorni separano i fratelli dalla vita alla morte. Le madri più giovani sono state Nicoletta D’Angelo, 18 anni; Giuseppina Di Pomponio, 20 anni e Maddalena Verdone, 21 anni. Il padre più anziano è stato Donato, 61 anni all’epoca e Carmela, che ha avuto figli all’età di 48 anni.
La famiglia più numerosa, 8 figli (una femmina e sette maschi) è quella di Romualdo e Maria D’Angelo, nati entrambi nel 1824. Il ramo generazionale che fa capo a Santino, giunto alla settima generazione, è partito molto alla lontana, dai fratelli Antonio e Vincenzo, che nei primi anni del Novecento misero radici in contrada Pluviano, civici 7 e 1, di Penne. Il primo ebbe in dote una campagna più piccola, avendo pochi figli. Successivamente, per volontà del proprietario terriero, il barone Leopardi, i fratelli furono invitati a invertire le abitazioni e le campagne.
Più tardi, negli Anni Trenta, Romualdo, il padre di Santino, arrivò ai Gesuiti e qui inizia la storia familiare recente di Santino che arriva fino alla nipote Ilaria di 17 anni che vive a Bologna.
Oggi, gli ospiti del raduno riceveranno in dono anche un mattoncino di ceramica dipinto dall’artista Ena Verdone.

