Mazzocca, mai approvato il progetto sott’accusa

Il piano urbanistico che prevede di quadruplicare i volumi su un terreno della moglie dell’assessore regionale è in contrasto con il Parco Maiella
SULMONA. Case, palazzi e negozi per un’ edificazione complessiva di oltre 32mila metri cubi. È il progetto d’area che doveva sorgere sul sito di proprietà della moglie dell’assessore regionale all’Ambiente, ex sindaco di Caramanico Terme, Mario Mazzocca. Un programma complesso, di iniziativa privata, proposto da una ditta romana in via Martiri Caramanichesi, adottato come variante al Prg approvato solo 8 mesi prima. Procedura apparentemente incomprensibile ma che, secondo le accuse, starebbe alla base dell’inchiesta avviata dalla guardia di finanza di Sulmona e conclusa pochi giorni fa con l’ex primo cittadino Mazzocca, indagato per abuso d’ufficio continuato.
Tutto sarebbe cominciato con l’approvazione del nuovo strumento urbanistico di Caramanico Terme avvenuto con delibera del Consiglio comunale del 4 luglio 2008, con soli 4 voti, compreso quello di Mazzocca, in quanto tutti gli altri consiglieri e assessori avevano interessi propri nel documento urbanistico. All’interno del Prg c’è un terreno di proprietà della moglie di Mazzocca, che non subisce variazioni rispetto alla precedente previsione. Motivo che rende possibile e legittimo il suo voto con cui si evita anche la nomina del commissario ad acta per l’adozione e approvazione del Prg. Terreno che però torna di scena nella seduta di Consiglio, per l’adozione della variante contenente il programma d’iniziativa privata di via Martiri Caramanichesi.
Dagli atti risulta che Mazzocca avrebbe aperto «la riunione invitando i convocati a deliberare sull’oggetto del provvedimento per poi allontanarsi dalla seduta, presieduta in sua vece dal vice-sindaco Claudio Piccioli. In particolare la consorte di Mazzocca risultava proprietaria, in regime di comunione dei beni, di ½ della particella 244, del foglio di mappa n. 29, (estensione complessiva 1.255 metri quadri). Nel nuovo progetto d’area, sempre secondo l’accusa, i vantaggi per il terreno di famiglia sarebbero evidenti: mentre con il Prg adottato la particella 244 avrebbe beneficiato di una potenzialità edificatoria pari a 407,8 per metro cubo, il programma di iniziativa privata la quadruplicava elevando tale potenzialità a 1936,8 metri cubi, mutandone anche la destinazione d’uso da servizi pubblici, spazi commerciali o attività culturali, in ricettiva, residenziale e commerciale.
A oggi, il progetto d’area aspetta di essere approvato per l’evidente contrasto con il Piano del Parco della Maiella. E questo nonostante i vari tentativi messi in atto per rendere possibile l’iniziativa edificatoria che, oltre ad avere un alto impatto ambientale, sarebbe realizzata in una zona ad alto rischio idrogeologico, già teatro della famosa frana.
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