Medicina dello sport, via libera ai nuovi centri

29 Maggio 2020

Ecco la legge che rivoluziona il settore: meno vincoli per aprire le strutture  A Pescara il laboratorio antidoping per controllare atleti dilettanti e amatoriali 

L’AQUILA. Una nuova legge per la medicina dello sport che, dopo 20 anni, riforma l’organizzazione del settore. E punta a liberalizzare il mercato, istituendo più centri di medicina sportiva, delocalizzati sul territorio, e un laboratorio anti-doping, a Pescara. La legge, approvata all’ultimo consiglio regionale, è stata illustrata all’Aquila dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Mario Quaglieri. In sintesi, modifica di fatto la rete dei centri per la medicina dello sport e delle strutture abilitate al rilascio della certificazione medico-sportiva agonistica e non agonistica. Fare sport per prevenire le patologie croniche, per favorire una crescita sana e coltivare la passione dei piccoli atleti, che hanno le potenzialità per diventare campioni: il tutto seguendo regole precise e sotto stretto controllo medico.
PIÙ CENTRI SPORTIVI. La precedente normativa del 1997 fissava come fabbisogno la soglia di 35mila abitanti per l’apertura di centri di primo livello, per attività dilettantistica-ricreativa, e 100mila per quelli di secondo livello, non agonistici, che con il nuovo provvedimento passeranno, rispettivamente, a 10 mila e 60 mila abitanti. I centri di terzo livello, dedicati all’attività agonistica professionista dovranno, invece, entrare nella rete del sistema sanitario nazionale - ne è previsto uno in ogni azienda sanitaria - con la possibilità di sottoscrivere convenzioni con le università. Ad oggi sono 26 i centri di medicina sportiva di primo livello, 36 quelli in attesa di autorizzazione. La legge 59 sulla medicina dello sport e la tutela sanitaria delle attività sportive e motorie”, approvata venerdì scorso, è stata definita dai promotori «una vera e propria rivoluzione in Abruzzo in materia di tutela sanitaria delle attività sportive».
MEDICI SPORTIVI. Restituire centralità e dignità alla figura del medico sportivo e facilitare l’accesso alla certificazione agli atleti e a chi pratica attività sportiva agonistica e non agonistica sono tra gli obiettivi della nuova legge sulla medicina dello sport. Per la certificazione dell’attività agonistica, le visite dovranno essere effettuate esclusivamente da medici specialisti in medicina dello sport, da liberi docenti in medicina dello sport, dai medici della federazione medico sportiva.
Nei centri dedicati all’attività agonistica verranno garantite la tutela sanitaria delle attività sportive, l’attività diagnostica cardiovascolare non invasiva completa, l’attività diagnostico-terapeutica e di indirizzo all’attività fisico-motoria di soggetti portatori di patologie invalidanti o di fattori di rischio per malattie cardiovascolari, diagnosi, terapia e riabilitazione motoria, valutazione fisiologica e biomeccanica del lavoro muscolare, l’attività formativa, di didattica e tutorato in medicina dello sport e la ricerca e produzione scientifica in ambito di medicina sportiva.
REGISTRO INFORMATICO. Tra le importanti novità previste dalla legge figura l’istituzione del registro informatico regionale delle idoneità sportive, ad accesso controllato e sicuro in modalità web, in cui i medici devono catalogare l’adeguatezza sportiva erogata: una sorta di anagrafe online tramite la quale sarà possibile controllare e monitorare, in qualsiasi momento, l’idoneità sportiva di ogni atleta e la condizione fisica degli stessi. Il registro va a sostituire il libretto sanitario dello sportivo. E ancora: viene costituito un elenco degli specialisti in medicina dello sport che operano negli ambulatori e negli studi privati e un comitato di controllo per la medicina dello sport, con funzioni di vigilanza. Si prevede, inoltre, la creazione di un osservatorio epidemiologico regionale per la medicina dello sport, all’interno di un centro di terzo livello che verrà identificato dalla Regione e si occuperà della raccolta dei dati sulle patologie che precludono l’esercizio dell’attività sportiva agonistica o che ne derivano, con report da trasmettere annualmente all’assessorato regionale alla sanità.
LABORATORIO ANTI-DOPING. Per scoraggiare l’uso di sostanze dopanti, che modificano il rendimento atletico, la Regione ha previsto l’apertura, all’interno del laboratorio analisi della Asl di Pescara, di un laboratorio regionale anti-doping per il controllo degli atleti dilettanti ed amatoriali. Verrà promosso anche un programma di formazione degli operatori affinché, nelle fasi di avviamento alla pratica sportiva, vengano fornite tutte le informazioni utili per la lotta all’uso delle sostante dopanti e per una corretta alimentazione degli sportivi, con particolare attenzione ai minori, e contro l’abuso degli integratori alimentari che incrementano le performance.
Oltre all’eventuale denuncia alle competenti autorità, le normativa prevede l’applicazione di pesanti sanzioni amministrative, fino alla revoca della licenza di esercizio, per le strutture sportive, palestre, piscine, centri sportivi e circoli sportivi, che dovessero favorire o, addirittura, promuovere l’uso di doping tra i propri iscritti. Previsti, infine, obblighi per il tesseramento degli sportivi.
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