Medicine per salvare vite In campo 450 farmacie

Raccolta fondi per gli acquisti: in azione l’organizzazione più estesa in regione
Nell'Ucraina martoriata occorre di tutto. Viveri, coperte, tende ma soprattutto medicinali per i soldati che imbracciano le armi e per i civili che sopravvivono sotto le bombe se non riescono a varcare il confine con la Polonia e la Romania per mettersi in salvo.
Non farmaci generici, ma medicinali specifici inseriti in una lista stilata dalla Protezione civile e che possono salvare molte vite. È così che è partita la più imponente raccolta di fondi e dispositivi medici a favore delle popolazioni ucraine, che vede in campo i farmacisti.
In Abruzzo si sono mobilitate 450 farmacie, tra pubbliche e private, che aderiscono all'iniziativa umanitaria con donazioni personali e dei cittadini: soldi che confluiranno in un conto corrente dedicato per l'acquisto dei medicinali. L'intera operazione è gestita dalla Protezione civile, che si occuperà di far arrivare gli aiuti in territorio di guerra.
FARMACISTI IN CAMPO. «Un gesto di pace, come tutti i segni di solidarietà».
Così lo ha definito Andrea Mandelli, vice presidente della Camera dei deputati e presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi), che ha chiamato a raccolta i protagonisti del mondo della farmaceutica. Pronta la risposta di Assofarm, Assoram, Banco Farmaceutico, Confindustria dispositivi medici, Egualia, Farmacie unite, Farmindustria, Federchimica assosalute e Federfarma, che si adopereranno per raccogliere fondi e medicinali nelle farmacie. Le modalità operative della "catena umanitaria" sono molto chiare, anche per evitare un dispendio di risorse e procedere all'acquisto di farmaci salvavita, che in Ucraina e nelle regioni limitrofe sono al momento introvabili.
«Si stanno già attuando donazioni in denaro da parte dei farmacisti», spiega l'aquilano Venanzio Gizzi, presidente nazionale Assofarm, «al momento, per ragioni fiscali, non si prevede una raccolta di farmaci attraverso donazioni da parte dei cittadini, che tuttavia possono aderire versando eventuali somme sul conto corrente dedicato». Assofarm invita a contribuire con donazioni in denaro per l'acquisto dei medicinali utilizzando il conto corrente bancario IT88S0623003200000057484463 Crédit Agricole, filiale 00544 Roma, e indicando come causale "emergenza Ucraina adesione campagna umanitaria".
CHE COSA OCCORRE. L'elenco dei farmaci da inviare, in tempi rapidi, in Ucraina, in Polonia e in Romania, dove si concentra buona parte dei profughi fuggiti dalla guerra, per lo più donne e bambini, è lungo: siringhe, guanti, cerotti, bendaggio, garze, medicazioni sterili e prodotti per l’infanzia come, ad esempio, il latte artificiale per i neonati.
Servono anche farmaci di prima emergenza e antibiotici specifici che non si trovano sul mercato, eparina, iniezioni di insulina, termometri e kit medicali. L’acquisto dei medicinali sarà effettuato dai distributori intermedi che li forniranno a prezzo di costo.
«Successivamente», sottolinea Gizzi, «le associazioni di categoria provvederanno alla consegna del materiale alla Protezione Civile italiana che, a sua volta, lo invierà alla Protezione civile di Polonia e Romania».
«Numerose farmacie comunali e private hanno già attivato una raccolta di farmaci e dispositivi sanitari, anche con il fattivo contributo della popolazione, che verranno spediti tramite i distributori di riferimento. È, in ogni caso, preferibile», torna a dire il presidente di Assofarm, «non procedere a raccolte dirette di medicinali, che potrebbero non essere utili in questo momento, come il paracetamolo già disponibile in gran quantità, ma contribuire con somme di denaro per reperire i prodotti farmaceutici che scarseggiano».
UN ITER TRASPARENTE. La macchina organizzativa è imponente «quanto trasparente», evidenzia Gizzi.
«La procedura», dice, «è la stessa per le farmacie pubbliche e private e vede insieme tutte le più importanti sigle di riferimento del settore, che stanno già effettuando donazioni spontanee, a cui si uniscono quelle dei cittadini che vogliono dare una mano. Un meccanismo semplice, ma che consentirà ai farmacisti di utilizzare le somme raccolte per l’acquisto di materiali di primo soccorso e dei farmaci presenti nell'elenco della Protezione civile».
Un piccolo, grande, aiuto nel marasma di un conflitto in cui donne e bambini sono le principali vittime e che necessita di corridoi di aiuti umanitari per gli sfollati.
«I farmacisti hanno voluto fornire il loro contributo», le parole di Gizzi, «a fronte del dramma immane della guerra. Un gesto concreto e necessario perché di farmaci specifici, in questo momento, ai confini dell'Ucraina si ha bisogno come il pane. La prontezza della mobilitazione umanitaria è fondamentale per salvare vite umane. Valori condivisi da tutti coloro che , ogni giorno, si spendono a supporto del servizio sanitario».

