Meningite, nuovo caso: ora è contagiosa

La piccola di 6 mesi ricoverata all’ospedale. Sottoposti subito a cura antibiotica anche familiari, medici e infermieri
PESCARA. È arrivata in ospedale con la febbre, ma non aveva alcun sintomo che facesse pensare alla meningite, per giunta contagiosa. Con il passare delle ore, però, i sintomi sono comparsi uno alla volta ed è scattata immediatamente la terapia prevista in questi casi, il che ha consentito alla neonata di riprendersi un po' per volta anche se resta in prognosi riservata, strettamente controllata dal personale della Pediatria dello Spirito Santo.
È una bimba pescarese di appena sei mesi la piccola protagonista del secondo allarme-meningite scattato in provincia nel giro di pochi giorni, dopo quello di mercoledì a Manoppello, dove un piccolo alunno della scuola dell'infanzia di Riparcobaria è finito all'ospedale di Chieti ed è stato sottoposto a tutti gli accertamenti, con tanto di profilassi per chi ha avuto contatti con lui dentro e fuori la scuola e perfino nel centro commerciale Megalò di Chieti. A occuparsi della neonata pescarese è stato il personale della Pediatria, coordinato dal primario Giuliano Lombardi, che ha capito immediatamente di avere di fronte un caso di meningite e lo ha trattato come tale, prima ancora di conoscere l'esito dei test a cui è stata sottoposta la bambina.
Al momento del ricovero, avvenuto nel cuore della notte, a metà settimana, la neonata aveva solo la temperatura alta ed è stata trattenuta in ospedale in considerazione dell'età. I sintomi nella meningite sono comparsi solo nel pomeriggio successivo: irritabilità, torpore, rifiuto dell'alimentazione, solo per citarne alcuni, hanno fatto capire che poteva trattarsi di meningite per cui è stata avviata senza indugi la terapia specifica e in quei minuti di forte apprensione è stata necessaria anche la collaborazione del personale rianimatore e della Neonatologia perché c'era difficoltà a trovare una vena. La conferma che si trattasse di meningite da meningococco è arrivata quando la terapia antibiotica aveva già prodotto i suoi effetti positivi sulla bimba che ha reagito «abbastanza rapidamente», ha mangiato e ieri giocava anche sul lettino, dice soddisfatto Lombardi che sottolinea «la tempestività dell'intervento», fondamentale in casi come questo. La prognosi resta riservata perché si tratta di una «malattia pesante», sottolinea sempre il primario, e poi va considerato che nel quadro clinico della piccola va inserita anche la broncopolmonite da cui è affetta.
Trattandosi di un caso contagioso per tutti coloro «che hanno avuto contatti diretti e persistenti con la bimba», è stato attivato immediatamente l'iter per avviare la profilassi antibiotica che va eseguita, spiega Lombardi, entro 72 ore dal contatto. Il personale del reparto ha subito assunto i medicinali necessari mentre per intercettare tutti gli altri soggetti da proteggere con la profilassi è stato attivato il Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica della Asl, diretto da Carla Granchelli, che solo pochi giorni fa, insieme alla Asl di Chieti, ha gestito anche il caso del bimbo di Manoppello. Per la Asl, che comprende le «preoccupazioni» connesse a questi episodi, vanno «evitati facili ed inutili allarmismi, essendo state adottate tutte le misure previste per la gestione di questi casi».
Nota a margine: la bimba ricoverata in Pediatria non era vaccinata ma, fa notare Lombardi, in genere la vaccinazione scatta quando i piccoli hanno qualche mese in più.
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