Meno ricoveri di un anno fa «Il virus ha perso potenza»

In terapia intensiva 12 pazienti: nello stesso periodo del 2021 erano 3 volte di più Il virologo Fazii: «Il Covid circola ancora, ma grazie ai vaccini siamo più protetti»
PESCARA. La premessa necessaria è che il Covid circola ancora con forza sul territorio abruzzese, ma rispetto allo scorso anno la sua pressione sugli ospedali si è allentata in questa fase. «L’anno scorso avevamo di fronte altre varianti (come la Delta, ndr) che risultavano decisamente più impattanti dal punto di vista dei ricoveri e dei decessi. Adesso, invece, abbiamo sviluppato una forte immunità contro i nuovi ceppi del virus, grazie soprattutto al vaccino».
Sono parole del virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio di Virologia e Microbiologia della Asl di Pescara, che trasudano un leggero ottimismo analizzando l’andamento del Covid in questa fase: «La variante Omicron 2», spiega l’esperto pescarese, «è il ceppo dominante in questo momento della pandemia, ma è anche decisamente più tranquilla rispetto a quelle che l’hanno preceduta».
LA DIFFERENZA
NEI NUMERI
In sostanza, è come se il virus avesse perso potenza rispetto a un anno fa e lo dimostrano i numeri degli ospedali abruzzesi: un anno fa, il 3 maggio 2021, i pazienti ricoverati in terapia intensiva erano 34, quasi il triplo di quanti oggi lottano con il Covid in quei reparti (12).
E a quei tempi le terapie intensive abruzzesi erano sature al 19%, mentre oggi lo sono solo al 6%. Il divario è meno netto (ma comunque evidente) prendendo in considerazione solo i posti letto in area non Covid: oggi ne sono occupati 322, il 24% del totale, un anno fa i ricoverati erano ben 360, con i reparti di area medica occupati al 27%.
Sono numeri migliori rispetto a un anno fa, ma che non indicano una resa incondizionata del virus.
Anche perché ieri i nuovi positivi sono tornati a salire sopra quota duemila: sono stati scoperti 2.273 contagiati, di età compresa tra 2 mesi e 104 anni, in un solo giorno; da contrapporre a un numero estremamente elevato di persone che sono riuscite a mettersi alle spalle l’incubo Covid e risultano guariti: ben 2.798.
Da registrare anche tre nuove vittime del virus: un 91enne del Chietino, un 93enne della provincia dell’Aquila e un decesso avvenuto nei giorni scorsi ma comunicato solo ieri alla Asl. Dall’inizio della pandemia, in Abruzzo sono morte 3.225 persone a causa del Covid.
I nuovi positivi di ieri sono stati scovati con 2.723 tamponi molecolari e 11.802 test antigenici rapidi.
Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è ancora piuttosto elevato (15,64 per cento).
Considerando il totale dei casi positivi, la provincia più colpita risulta quella di Chieti (+715 in 24 ore), poi il Teramano (+573), segue il Pescarese (+516) e infine c’è la provincia dell’Aquila (+417).
LA DISCESA
ALL’ORIZZONTE
«Per avere i primi segnali concreti di discesa della curva, bisognerà aspettare almeno un altro paio di settimane», spiega il virologo Fazii, «mi auguro che entro la terza settimana di maggio i numeri dei contagi possano tornare ad abbassarsi sensibilmente. Anche perché ormai abbiamo imparato a conoscere l’andamento di questo virus: con l’aumento delle temperature circolerà certamente di meno e anche il nostro sistema immunitario sarà più in grado di contrastare l’eventuale infezione».
UN’ESTATE
TRANQUILLA
Secondo Fazii, ci sono già gli indizi per immaginare un’estate sulla falsariga dello scorso anno. «Mi aspetto un’estate tranquilla», dice il virologo pescarese, «con pochissimi casi conclamati e un’apparente minore circolazione del virus. Ma dobbiamo cercare di restare prudenti: se facciamo circolare il virus senza preoccuparcene, potremmo pagarne le conseguenze quando arriverà il freddo e la diffusione del virus potrebbe tornare preoccupante». E a tal proposito, nonostante la bella stagione alle porte e l’allentamento formale delle restrizioni anti Covid, la raccomandazione di Fazii resta chiara: «Manteniamo le mascherine soprattutto al chiuso. Perché il virus si diffonde dove non c’è buona circolazione d’aria». (d.b.)

