Mensa dei poveri in affitto Di Stefano: soldi spesi male

10 Maggio 2016

MONTESILVANO. Bene la mensa dei poveri, ma l’amministrazione deve adoperarsi per incentivare il lavoro. È questo il pensiero del consigliere comunale Gabriele Di Stefano che, a pochi giorni dalla...

MONTESILVANO. Bene la mensa dei poveri, ma l’amministrazione deve adoperarsi per incentivare il lavoro. È questo il pensiero del consigliere comunale Gabriele Di Stefano che, a pochi giorni dalla decisione della giunta comunale di aprire una nuova mensa dei poveri con annesso emporio solidale, e all’indomani delle polemiche sollevate dai commercianti e i residenti al civico 346 di corso Umberto, dove aprirà il servizio per i bisognosi, esprime il suo punto di vista.

«L’idea dell’amministrazione di attivare la mensa dei poveri e l’emporio solidale è buona», commenta, «però spendere soldi in affitti a lungo termine non mi sembra giusto, anche perché da una parte si sta cercando di ridurre gli affitti e se ne attivano altri anche più costosi».

Di Stefano plaude alla possibilità di riscatto dell’immobile prevista dal Comune, ma accende i riflettori su strutture di proprietà comunale attualmente abbandonate, come la casa del custode del cimitero, l’ex stazione Fea, Villa Falini. Ma il punto non è questo. A detta di Di Stefano, «sarebbe il caso che la politica locale si muovesse verso la Regione e il governo nazionale affinché aiutino le poche ditte esistenti a non chiudere e, soprattutto, a incentivare nuove attività per dare lavoro e dignità alle persone, e per tornare a incentivare il made in Italy».

«Oggi invece», aggiunge il consigliere, «i prodotti vengono tutti o quasi dall’estero, e i nostri soldi vanno a finire oltre confine, senza dare ricadute benefiche sulla nostra economia». Di Stefano è convinto che solo «dando lavoro, sicurezza e dignità e spendendo bene i pochi fondi rimasti, evitando le grandi incompiute, non saranno più necessarie mense dei poveri, né richiedere assistenza tramite bonus e altri incentivi che sono solo palliativi umilianti». (a.l.)

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