Mercatino etnico chiuso Masci: «No ai posti auto»

Il sindaco boccia la proposta dei consiglieri FdI di un parcheggio per lo shopping «Qualsiasi soluzione per il futuro dovrà essere valutata da tutta la maggioranza»
PESCARA. Da ieri mattina, il mercatino etnico e dell’integrazione ha chiuso ufficialmente i battenti. Anche l’unico ambulante che fin dal momento dell’inaugurazione, nell’aprile scorso, ha continuato ogni giorno a mettere in vendita la propria merce nel tunnel semideserto della stazione ferroviaria, è stato invitato a smantellare la propria bancarella. Nessuna protesta e nessun mugugno, né da parte degli amministratori di centrosinistra che nei mesi scorsi hanno voluto e realizzato quest’area sperimentale nel sottopasso della stazione centrale dei treni e né da parte della comunità senegalese, a sua volta protagonista di decine di battaglie all’interno delle aule consiliari per reclamare uno spazio in cui poter vendere i propri prodotti artigianali.
Le uniche dichiarazioni sono quelle del centrodestra, soddisfatto di aver portato a casa una battaglia cominciata già con la fine del mandato dell’ex sindaco Marco Alessandrini. Adesso, con la firma della delibera di chiusura e con la revoca delle concessioni assegnate ad altrettanti ambulanti, regolarmente pagate ma di fatto utilizzate soltanto in rare occasioni, si apre il capitolo sulla nuova destinazione d’uso del tunnel ferroviario.
Il sindaco Carlo Masci per il momento frena sull’ipotesi di trasformarlo in un parcheggio, suggerita dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Fabrizio Rapposelli e Massimo Pastore, e invita la sua maggioranza a un confronto aperto «per evitare gli errori del passato».
«L’eliminazione del mercatino etnico», sottolinea Masci, «era uno degli obiettivi programmatici di questa amministrazione, compreso anche nelle linee di mandato approvate durante il primo consiglio comunale, che abbiamo portato a termine. Lo avevamo detto all’ex sindaco Marco Alessandrini che sarebbe stato un fallimento e così è stato. Ora bisognerà ragionare insieme su quale possa essere la migliore destinazione per questo spazio. In tempi brevi potremmo pervenire a una soluzione provvisoria, non è escluso in vista delle festività natalizie. Ma poi ci dovremo confrontare anche con Ferrovie dello Stato per trovare la soluzione definitiva più funzionale, considerato anche il progetto generale di riqualificazione delle aree di risulta».
«Mi era stato dato mandato di chiudere il mercatino etnico entro sei mesi», rimarca l’assessore al commercio e alle attività produttive Alfredo Cremonese, «ho portato a termine questo impegno in cinque mesi e ne sono soddisfatto, perché non è stata una procedura semplice. Innanzitutto abbiamo dovuto verificare ogni giorno l’effettiva presenza in loco degli ambulanti a cui erano state assegnate le concessioni, perché in base a quanto previsto dalla legge regionale 23, del 2018, solo se le assenze superano i 30 giorni in un anno si può procedere con la revoca della concessione. Poi siamo andati avanti con la notifica dell’avvio del procedimento, abbiamo atteso le opposizioni, che non ci sono state e soltanto dopo abbiamo potuto notificare la decadenza della concessione e approvare la delibera di chiusura».
Riguardo a cosa farne adesso di quello spazio, Cremonese aggiunge: «Sarà la maggioranza a decidere, ma la mia idea resta quella di realizzare una cittadella dell’elettrico dedicata alla ricarica di auto e mezzi e all’affitto di biciclette elettriche».
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