Mercatino etnico semi-deserto I senegalesi: siamo sotto Ramadan

4 Giugno 2019

Dopo dieci giorni dall’avvio delle vendite nel sottopasso ferroviario solo 25 ambulanti su 99 posti hanno pagato la quota pe l’occupazione. Mbaye: per noi è una conquista, presto tutti a lavorare

PESCARA. A oltre un mese dall’inaugurazione del mercatino etnico nel sottopasso ferroviario di via Ferrari, e a dieci giorni dall’avvio delle vendite, soltanto 25 ambulanti hanno pagato regolarmente la quota per l’occupazione del suolo pubblico e la concessione degli stalli in via sperimentale per due anni. Ancora di meno sono coloro che hanno cominciato a esporre sui banchi i prodotti artigianali con il marchio “Equo e solidale” o “Fairtrade”. Tutti gli altri commercianti, su un totale di 99 postazioni messe a bando dal Comune nello spazio adiacente alla stazione ferroviaria centrale, di cui 54 già regolarmente assegnate e le altre in attesa di un nuovo bando pubblico, hanno preferito ritardare di qualche settimana l’inizio delle attività.
«I motivi sono diversi», spiega Alioune Mbaye detto Luna, rappresentante della comunità senegalese a Pescara e candidato alle scorse elezioni come consigliere comunale nella lista di Stefano Civitarese, «a cominciare dal Ramadan che finisce domani (oggi per chi legge ndc). Molti sono andati all’estero per trascorrere con i loro familiari questa tradizione religiosa e non possiamo sapere con precisione quando torneranno. Altri ancora, per poter guadagnare qualche soldo, si sono spostati temporaneamente nelle fiere e hanno pagato la postazione per alcuni giorni. Non potevano rimanere senza lavorare ad aspettare l’apertura del mercatino. Ma penso che torneranno una volta terminate le fiere».
In attesa di conoscere che cosa ne sarà del mercatino etnico e dell’integrazione, costato circa 200mila euro e a lungo osteggiato dalla nuova amministrazione di centrodestra che si insedierà nei prossimi giorni, Luna garantisce che «la situazione si normalizzerà a brevissimo: tra una settimana, dieci giorni massimo il mercatino si popolerà». Al momento il neosindaco Carlo Masci non ha ancora incontrato i rappresentanti dei senegalesi e delle altre etnie che andranno a occupare gli stalli nel tunnel della stazione. Con tutta probabilità ci sarà un vertice nei prossimi giorni. «Abbiamo fatto tanto per metterci in regola», dice il rappresentante della comunità senegalese Luna, «siamo contenti della realizzazione del mercatino dopo tante battaglie. È stata una conquista e chi ha avuto l’autorizzazione dal Comune ci andrà presto a lavorare. Su 63 richieste che abbiamo fatto, rispondendo al bando comunale, solo in 9 sono state bocciate. In 25 hanno già pagato le quote, gli altri credo lo faranno presto. Non sarà il mercatino dei senegalesi, ma il mercatino dell’integrazione visto che ci saranno anche due banchi di venditori pakistani, ambulanti del Marocco, uno dell’Ucraina e così via».
«Ci saranno tutti coloro che hanno fatto la richiesta», conclude Luna, «anche gli italiani se lo vorranno. Il dirigente Gaetano Silverii ci ha assicurato che a breve ci sarà un nuovo bando comunale per assegnare le postazioni rimanenti. Con la Cgil ci stiamo muovendo per invitare gli altri ambulanti residenti a Pescara a effettuare le iscrizioni al sindacato, in modo da aiutarli a compilare i documenti per ottenere l’autorizzazione all’avvio delle vendite».
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